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Economia
Dati bancari rubati: chiesti due anni per dipendente CS
Redazione
15 anni fa

Nel caso dei dati bancari rubati forniti alla Germania il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha chiesto due anni di carcere e una pena pecuniaria di 3'500 franchi - entrambe con la condizionale - per un dipendente di Credit Suisse (CS). Il testo dell'accusa chiarisce alcuni punti della vicenda. Il Tribunale penale federale prenderà una decisione giovedì. Le accuse nei confronti del dipendente dell'istituto bancario sono di spionaggio economico, riciclaggio di denaro e violazione del segreto professionale e bancario. La pena richiesta relativamente mite è dovuta alla scelta della procedura breve, introdotta a inizio 2011. Secondo lo scritto dell'accusa, già nel 2007 l'uomo avrebbe cominciato a fare ricerche su dati bancari, per "passatempo, passione e interesse storico". L'uomo aveva accesso ai sistemi bancari interni "Host" e "Frontnet". I risultati delle ricerche venivano annotati a mano e l'imputato si portava sempre dietro gli appunti. Un giorno l'uomo ha però dimenticato la "cartella" in palestra. Un imprenditore austriaco, suo conoscente, ha trovato i documenti. Conscio del valore delle informazioni, ha contattato l'imputato, che si è offerto di fornire ancora più dati. L'austriaco ha poi preso contatto con le autorità del Nord Reno-Westfalia (Germania), in modo da poter fare richieste più precise al dipendente dell'istituto bancario elvetico. Egli ha così accumulato informazioni, comprese presentazioni interne riguardanti i clienti tedeschi, riuscendo ad ottenere dati di 1500-2500 clienti con un valore di depositi complessivo fra gli 1,8 e i 2 miliardi di franchi. Per l'operazione l'intermediario austriaco ha ricevuto 2,5 milioni di euro, 320'000 dei quali sono andati all'impiegato del CS. Il MPC ha cominciato ad indagare dopo rivelazioni di stampa. L'austriaco è stato arrestato il 15 settembre 2010 nella Repubblica Ceca. L'uomo si è tolto la vita mentre si trovava in detenzione preventiva nel carcere regionale di Berna. L'imputato ha accolto la richiesta di 30'000 franchi di risarcimento avanzata da Credit Suisse sul piano civile. Il risarcimento chiesto dalla Confederazione ammonta invece a 180'000 franchi. ATS

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