
Investimenti pubblici per cinque miliardi di franchi, innalzamento da 12 a 18 mesi della durata della disoccupazione parziale e una conferenza sulla crisi. Questo il pacchetto di provvedimenti urgenti perorato oggi a Berna dall'Unione sindacale svizzera (USS) per far fronte alla recessione economica, fondandosi anche su uno studio commissionato al Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF). L'USS chiede in particolare ai poteri pubblici un impegno rafforzato e immediato a favore della formazione continua, ha dichiarato davanti ai media il presidente dell'organizzazione, Paul Rechsteiner. "Dobbiamo approfittare della crisi per sviluppare l'aggiornamento professionale", gli ha fatto eco il copresidente del sindacato Unia, Andreas Rieger, aggiungendo che la disoccupazione parziale deve essere un'opportunità per fare di più in questo ambito. Sebbene la ministra dell'economia Doris Leuthard abbia annunciato proprio questa settimana che la durata delle indennità per la disoccupazione parziale passerà da 12 a 18 mesi prima dell'estate, secondo Rechsteiner questo provvedimento non basta. Per rafforzare il potere d'acquisto, le organizzazioni sindacali auspicano infatti un aumento dei sussidi destinati ai premi malattia e degli assegni famigliari. Tali misure nel loro insieme ammonterebbero a sette miliardi di franchi. Stando allo studio del KOF, gli investimenti nel settore della costruzione e dei trasporti pubblici, il risanamento degli edifici pubblici e delle infrastrutture sono i provvedimenti più efficaci contro la crisi. L'indagine, realizzata per conto dell'USS e di Unia, ha calcolato gli effetti economici di un programma di investimenti di cinque miliardi su due anni. "Il plusvalore cumulato sul Prodotto interno lordo (PIL) per gli investimenti nella costruzione sarebbe di 1,6 franchi per ogni franco investito", ha spiegato il responsabile dello studio del KOF, Yngve Abrahamsen. Le ricadute positive sugli impieghi sono stimate a 20'000 posti di lavoro l'anno, precisa ancora lo studio. In compenso, le ripercussioni sul tasso di disoccupazione sarebbero più limitate, visto che i provvedimenti non interesserebbero per forza le medesime attività professionali. "Inoltre, le conseguenze sui tassi d'interesse, sul tasso di cambio e sui prezzi sarebbero insignificanti", ha ammesso Abrahamsen. I soldi che servirebbero per finanziare un tale programma potrebbero però essere compensati per la metà da un aumento delle entrate della Confederazione, sempre secondo lo studio del KOF. Le spese dell'assicurazione disoccupazione e gli introiti fiscali aumenterebbero, con un più grande numero di persone e di imprese al lavoro. Oltre ai provvedimenti proposti oggi, secondo il presidente dell'USS occorrerebbe convocare una conferenza con i principali attori economici - Confederazione, cantoni, Banca nazionale, partner sociali - che dovrebbe permettere di imprimere maggiore slancio alle misure di lotta contro la crisi. L'obiettivo è di scongiurare il ripetersi della recessione degli anni '90. "Allora la Confederazione era intervenuta troppo tardi", ha ricordato Rieger. ATS
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