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Economia
Crisi: Usa; primo ok Senato a stimolo, pronto piano banche
Redazione
18 anni fa

Il rilancio dell'economia americana sembra prendere forma: il Senato ha dato il primo via libera al piano di stimolo mentre il piano per favorire il credito e stabilizzare i mercati finanziari: "é praticamente pronto", con solo gli ultimi dettagli da sistemare. In attesa della presentazione del piano per le banche e dell'entrata in vigore del pacchetto di stimolo, Wall Street ha trascorso uan giornata in sordina, con gli indici poco variati (Dow Jones -0,13%, Nasdaq -0,01%, S&P 500 +0,14%). Il Senato ha dato il suo primo via libera (voto procedurale che richiedeva una maggioranza qualificata di 60 voti) al piano anti crisi con 61 voti a favore e 36 contrari. L'ok definitivo al pacchetto da oltre 800 miliardi di dollari potrebbe arrivare già oggi. Il provvedimento poi dovrà tornare alla Camera in quanto i due rami del Congresso devono approvare esattamente lo stesso testo. I democratici hanno ottenuto il via libera in Senato grazie all'appoggio di tre repubblicani (Susan Collins e Olympia J. Snowe del Maine e Arlen Specter della Pennsylvania), incasssato in cambio di alcuni sgravi fiscali. "Sono orgoliosa del lavoro bipartisan effettuato in questi ultimi 10 giorni", spiega Collins. "Il piano non è perfetto ma va nella direzione di far fronte alla crisi in atto e creare posti di lavoro". "I senatori americani - afferma invece il leader della maggioranza in Senato, Harry Reid of Nevada - hanno dato prova di capre la serietà della crisi economica". Mentre il pacchetto si stimolo muove i suoi passi in Congresso, il piano per il rilancio del credito e la stabilizzazione del sistema finanziario americano "é praticamente pronto", e lo staff del Tesoro sta mettendo a punto gli ultimi, piccoli aggiustamenti. Il progetto - secondo le indiscrezioni circolate - dovrebbe prevedere una sorta di partnership pubblico-privata per l'acquisto degli asset tossici che appesantiscono i bilanci delle banche: l'ipotesi di una nazionalizzazione delle banche e della creazione di una bad bank pubblica nella quale far confluire tali asset sarebbe stata accantonata perché ritenuta o non adatta o troppo costosa. Il piano sarà svelato oggì alle ore 17 svizzere dal segretario al Tesoro Timothy Geithner che, poche ore dopo, apparirà in Senato per un'audizione sul Tarp (Trouble Asset Relief Program). Nel piano dovrebbero rientrare nuovi programmi per 50-100 miliardi di dollari per aiutare i proprietari di case in difficoltà; iniezioni di capitale nelle banche; l'ampliamento dei programmi della Fed per rilanciare il credito; e un meccanismo per risolvere il nodo degli asset tossici. Pur senza alcuna conferma da parte delle autorità, l'idea che si possa ricorrere all'aiuto dei privati per ripulire i bilanci delle banche sembrerebbe accreditata, visto i costi decisamente più contenuti. ATS

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