
La recessione in atto e il boom delle email spingono le poste americane in rosso: il secondo trimestre dell'anno fiscale si è chiuso con una perdita per 1,9 miliardi di dollari, portando così a 2,3 miliardi il rosso dei primi sei mesi dell'anno. L'aumento del prezzo dei francobolli, scattato lunedì scorso, difficilmente riuscirà a bilanciare le perdite. Per far fronte al deterioramento dei conti, il Us Postal Service ha ridotto "drasticamente le ore lavorate e altri costi, cercando allo stesso tempo di preservare liquidità e migliorare la produttività", ha spiegato Joseph Corbett, amministratore delegato e vice presidente esecutivo della società. Il volume di lettere nel secondo trimestre si è attestato a 43,8 miliardi di unità, cioé il 14,7% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il servizio postale americano, per invertire il trend in atto, ha lanciato un programma di incentivi per coloro che spediscono molte lettere. Il giro d'affari del secondo trimestre ha totalizzato 16,9 miliardi di dollari, con una riduzione del 10,5% rispetto al 2008. Le spese sono risultate pari a 18,8 miliardi, in calo del 4%. ATS
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