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Economia
Crisi: Ue; situazione grave, allarme disoccupazione
Redazione
17 anni fa

La situazione è grave e sta colpendo duramente le famiglie e le imprese europee: così il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, fotografa l'acuirsi di una crisi finanziaria con conseguenze sempre più pesanti sull'economia reale. Con le banche che continuano a non erogare il credito necessario e "numeri preoccupanti" sul fronte dell'occupazione: nel 2009 sono 3,5 milioni i posti di lavoro a rischio, con un calo della disoccupazione pari all'1,6% e un aumento della disoccupazione fino al 10% nel 2010. Si tratta di cifre inquietanti, sottolinea Bruxelles, tanto da fare temere un autunno molto caldo in Europa. E sullo sfondo c'è il fantasma della bancarotta per alcuni Paesi dell'Ue. Barroso - nel corso di una conferenza stampa in cui ha presentato la ricetta anticrisi di Bruxelles in vista dell'Ecofin di martedì e del Consiglio Ue di primavera - non parla di piani di salvataggio già pronti, ma afferma: "Stiamo considerando tutte le opzioni e stiamo monitorando la situazione di tutti i Paesi fuori e dentro la zona euro. Ed è chiaro che se c'è un problema si interviene. Gli strumenti per reagire ci sono". A preoccupare, oltre ad alcuni Paesi dell'est come l'Ungheria e la Lettonia già aiutate da Bruxelles, sono anche Grecia e Irlanda, entrambe nell'eurozona: ma per Atene e Dublino il rischio default sembra per ora solo un'ipotesi molto remota. Di fronte alle pressioni di alcune capitali dell'est, il presidente dell'esecutivo europeo ribadisce poi con forza che le regole per l'adesione alla zona euro non cambieranno, come del resto deciso dai leader Ue nel vertice straordinario di domenica scorsa: "La volontà di aiutare i Paesi in difficoltà c'è - spiega Barroso - ma al momento un cambio delle regole per entrare nella zona euro è fuori discussione". Porte definitivamente chiuse, almeno per il momento, anche sul fronte Eurobond: "E' un'idea interessante, ma non ha alcuna possibilità di andare avanti, perché servirebbe l'unanimità e non c'è il consenso di molti Paesi". Nella comunicazione adottata dalla Commissione Ue si sottolinea ancora una volta come il problema principale sia quello di ripristinare i normali flussi di credito e la fiducia nei mercati. Per questo Bruxelles chiede di accelerare sia sul fronte del consolidamento delle banche, pulendo i loro bilanci dai cosiddetti asset tossici e deteriorati, sia su quello della creazione di un sistema europeo di vigilanza finanziaria. Su quest'ultimo punto la Commissione Ue si impegna a presentare entro fine maggio proposte legislative basate sul rapporto del gruppo di alto livello guidato da Jacques Larosiere. Anche se Bruxelles chiede che la nuova architettura sia già in vigore dal 2010, e non dal 2012. Si tratta di un sistema a due pilastri: la macro-vigilanza affidata a un organismo guidato dalla Bce e composto da tutti governatori centrali, che dovrà vigilare sull'esistenza di rischi sistemici in stretto contatto con l'Fmi e con il Financial Stability Forum; la micro-vigilanza, quella sui singoli istituti finanziari transfrontalieri, affidata a tre Comitati (uno per le banche, uno per le assicurazioni, uno per i mercati dei titoli) con maggiori poteri e competenze rispetto agli organismi attuali. "Non è realistico per ora pensare a un'authority unica europea", ha detto Barroso. Intanto all'ordine del giorno dell'Ecofin di martedì ci sarà anche la stretta sulle agenzie di rating decisa da Bruxelles, la cui proposta ha già ricevuto il primo via libera degli ambasciatori dei 27 presso l'Ue. "L'intesa preliminare raggiunta rappresenta certamente un buon segnale, ma il testo va ancora migliorato e sarà compito del Parlamento europeo impegnarsi in tal senso". Soprattutto - aggiunge - sul fronte di una supervisione unica europea per le agenzie di rating". ATS

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