
Nel "Rapporto sulla trasparenza per gli azionisti", pubblicato oggi, l'UBS ammette di avere commesso errori in relazione alla crisi finanziaria e al contenzioso con il fisco americano. Tuttavia la banca ribadisce che non intende ricorrere alle vie legali contro gli ex responsabili dell'istituto. Il rapporto era stato chiesto dalle Commissioni della gestione del Parlamento."Ciò che è accaduto non sarebbe dovuto succedere", osserva Kaspar Villiger, presidente del consiglio di amministrazione (Cda), citato in una nota diffusa stamane. "Con la nostra decisione di rinunciare alle vie legali non vogliamo né minimizzare gli errori imprenditoriali del passato né assolvere gli attori dalla loro responsabilità. Abbiamo tratto i dovuti insegnamenti dal passato e la nuova gestione ha riportato UBS sulla strada verso il conseguimento di risultati duraturi. Ciò che conta adesso è poterci concentrare sul futuro. Oggi abbiamo creato la base che ci consente di lasciarci alle spalle le vicende di allora", aggiunge l'ex ministro delle finanze.Quanto alle cause della crisi, gli attuali vertici giungono alla conclusione che la "strategia di crescita dell'Investment Banking ha contribuito in modo determinante alle ingenti perdite della banca. Il sistema di retribuzione di allora con i suoi incentivi volti a generare fatturato senza considerare adeguatamente i rischi ha sostenuto questa strategia e quindi favorito le perdite".ATS
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