
Il ministro delle finanze danese Margarethe Vestager ha constatato che la proposta della Commissione europea sulla tobin tax europea "non raccoglie l'unanimità dei 27 stati membri", al termine di un dibattito pubblico all'Ecofin. La Danimarca ha preso quindi atto che "un numero considerevole di paesi si sono espressi a favore della cooperazione rafforzata". Pertanto, "questo passaggio può essere preso", ha detto il ministro. Dal dibattito sono emersi dieci paesi favorevoli a procedere con un "nocciolo duro", la base minima richiesta dalla procedura. Quelli apertamente contrari sono Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Malta. Repubblica ceca, Romania e Slovacchia hanno espresso posizioni in movimento. In aperto favore, Germania, Francia, Austria, Finlandia, Grecia, Slovenia, Belgio, Portogallo, Spagna e Polonia (che sosterrà l'iniziativa ma non ne farà parte). L'Italia ha ricordato che l'attuale governo si è espresso più volte a favore di una tassa sulle transazioni finanziarie e che c'è "simpatia" per l'ipotesi di procedere con la cooperazione rafforzata. Constatata l'impossibilità di procedere a 27, i paesi che vogliono andare avanti devono ora presentare formale richiesta alla Commissione Ue, che poi valuterà se ci sono le condizioni per procedere e presenterà un'iniziativa. "Il prossimo passo spetterà alla presidenza cipriota di turno della Ue", ha detto la Vestager. Cipro ha dichiarato durante il dibattito che manterrà una posizione neutrale. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

