
La tassa sui bonus inglese costerà alle banche americane 2 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2010. Lo riporta il Financial Times sottolineando che l'imposta potrebbe ridurre significativamente gli utili di banche quali Citigroup, Bank of America e JPMorgan. Solo Goldman Sachs si troverà a pagare 600 milioni di dollari. Gli analisti ritengono che l'imposta sarà un fattore negativo per i risultati del periodo aprile-giugno delle banche americane, riducendo gli utili per azioni di Citigroup, JPMorgan a Bofa del 10% o più. La tassa, introdotta lo scorso anno dal precedente governo inglese, prevede il pagamento di un'una tantum del 50% su bonus inglesi sopra le 25.000 sterline, inclusi i premi distribuiti in azioni. A differenza delle banche europee, gli istituti americani hanno deciso di sgravare i loro dipendenti dalla tassa facendosene direttamente carico. John McDonald di Bernstein Research ha spiegato che la tassa sui bonus inglese è stato il fattore determinante nel decidere di rivedere al ribasso le stime sugli utili per azione di JPMorgan nel secondo trimestre da 0,80 a 0,66 dollari. ATS
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