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Economia
Crisi: Strauss-Kahn (Fmi), ripresa all'orizzonte, avanti cooperazione
Redazione
17 anni fa

Non lasciarsi tentare dall'ottimismo, è necessario mantenere "lo spirito di collaborazione e cooperazione nel mondo post-crisi". L'invito arriva dal direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, che - in un discorso a Oslo - constata comunque come i primi segnali in questo senso sono buoni, con il G20 di Pittsburgh che ha messo l'accento sull'importanza dell'"interesse collettivo globale nelle decisioni di politica nazionale". "L'attuale rallentamento economico è stato il più profondo e il più ampio dalla Grande Depressione. Fino a non molto tempo fa l'economia globale era sull'orlo dell'abisso. Con il collasso di Lehman Brothers l'incertezza è divenuta panico e l'attività economica ha iniziato a crollare. Lo spettro di un'altra Grande Depressione é stato agitato e queste paura non era infondata - precisa Strauss-Kahn -. Ora il mondo appare differente. La paura si è trasformata in speranza. L'economia sembra aver voltato l'angolo con il motore della crescita che è ripartito. Le nostre ultime previsioni suggeriscono che l'economia crescerà del 3% nel 2010. Questo non è stato un caso, non è stata solo fortuna: siamo arrivati qui grazie alle decisioni politiche e alla cooperazione economica senza precedenti. Per far fronte alla crisi, i paesi hanno affrontato le sfide con soluzioni comuni. Lo abbiamo visto nella politica fiscale, in quella monetaria e nel settore finanziario". La crisi ha portato "all'ascesa del G20 come veicolo di cooperazione multilaterale. La sfida ora è mantenere lo spirito di collaborazione nel mondo post-crisi. In un'atmosfera di paura e incertezza, la collaborazione non è stato un obiettivo difficile da raggiungere. Ma con l'ottimismo e la ripresa all'orizzonte, i paesi potrebbero essere tentati di andare per la loro strada e abbandonare l'approccio collaborativo. Mi fa piacere che i primi segnali siano positivi. Poco fa a Pittsburgh, i leader del G20 hanno messo l'accento sul fatto che l'interesse collettivo debba sembra farsi sentire nelle decisioni di politica nazionale". ATS

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