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Economia
Crisi: Spagna pesa su spread, ma Wall Street salva Borse
Redazione
14 anni fa

Spread ancora in tensione sui timori di una recrudescenza della crisi del debito dell'eurozona. L'esito dell'asta spagnola di ieri, con sottoscrizioni per 1 miliardo in meno rispetto alle attese, ha penalizzato ancora oggi i titoli di stato. I Bonos di Madrid, per la prima volta dallo scorso dicembre, sono saliti sopra ai 400 punti base (402,2 per l'esattezza), i Btp decennali italiani si sono portati a 371,7 punti e le Oat francesi sono arrivate a 125,4 punti. Hanno resistito invece le Borse, che si preparano al lungo ponte pasquale, favorite dal lieve rialzo di Wall Street: Londra ha guadagnato lo 0,35%, Parigi lo 0,19% e Milano ha ceduto lo 0,2%, dopo essere scivolata più in basso nella prima parte della seduta e risalita fino alla parità sul finale. In lieve calo invece Francoforte (-0,13%). A livello macroeconomico gli investitori non hanno certo gradito le indicazioni dell'Ocse sul Pil italiano, che nel 4/o semestre è calato dello 0,7%, trainato al ribasso dalla contrazione dei consumi (-0,4%) e da un effetto di stock negativo (-0,4%). Il dato globale italiano è stato il peggiore tra i Paesi del G7 ed è risultato essere inferiore anche alla media Ocse (0,2%), in rallentamento rispetto al +0,6% segnato nel trimestre prima. Non ha aiutato il calo del Pil tedesco (-0,2%), controbilanciato però dallo speculare rialzo della Francia (+0,2%) e degli Usa (+0,7%). Ha pesato poi la battuta d'arresto segnata dalla produzione industriale tedesca, che a febbraio ha mostrato un calo dell'1,3% su base mensile, a fronte di una contrazione dello 0,5% attesa dagli analisti. Una situazione di debolezza oggettiva, che ha pesato anche sull'euro, giunto oggi alla terza contrazione consecutiva rispetto al dollaro. La moneta unica si è mantenuta poco sopra quota 1,3 dollari, una soglia che però, secondo gli analisti di I&G Markets, potrebbe essere varcata già domani, qualora i dati sul lavoro Usa dovessero sorprendere positivamente il mercato. Sul fronte azionario, oltre al clima di attesa per la stagione delle trimestrali americane, non sono passati inosservati i segnali positivi provenienti sempre da Oltreoceano. A marzo i licenziamenti negli Usa si sono ridotti dell'8,8%, mentre sono diminuite di 2.000 unità le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e le richieste continue sono risultate inferiori alle attese per 12.000 unità. In crescita (+4,1%) anche le vendite nei negozi aderenti a catene commerciali. ATS

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