
Il settore finanziario ha imparato poco dalla crisi, afferma il direttore dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF) in un'intervista pubblicata oggi dal "SonntagsBlick". Secondo Peter Siegenthaler vi è "il pericolo che il lobbismo (molto efficace del ramo) torni a funzionare e che i meccanismi di difesa contro le necessarie riforme (della finanza) si rafforzino troppo". Il sistema finanziario non ha ancora raggiunto l'auspicata stabilità, in particolare in materia di protezione dei risparmiatori. Senza voler regolare tutti i dettagli, "dobbiamo convincere i politici ad attuare i necessari cambiamenti". Il Dipartimento federale delle finanze (DFF), in collaborazione con la Banca nazionale svizzera (BNS) e l'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA), ha elaborato un progetto per la protezione dei risparmiatori che sarà prossimamente trasmesso al Consiglio federale e "speriamo presto" posto in consultazione. Il limite della garanzia dei depositi bancari dovrebbe passare da 30'000 a 100'000 franchi entro la fine del 2010. A questo scopo il progetto prevede che le banche, oltre a PostFinance, partecipino all'istituzione di un fondo. "La filosofia è di abbandonare un sistema che prevede la raccolta di denaro al momento dello scoppio di una crisi". Il progetto prevede che i costi del sistema siano assunti dalle banche e dai loro clienti, secondo il principio di "chi rompe paga", e non dal contribuente. Le banche disporrebbero di 20 anni per costituire il fondo. Dato che quest'ultimo è limitato, in caso di crisi la Confederazione verserebbe la somma mancante. Le banche sono però tenute a rimborsare lo Stato. "Lo scopo è che la gente disponga di maggiore sicurezza e in una crisi, colta dal panico, non corra a ritirare i propri averi". Ciò è anche nell'interesse degli istituti di credito, sostiene Siegenthaler. ATS
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