
La recessione, almeno da un punto di vista tecnico, "è probabilmente finita". Il presidente della Fed Ben Bernanke si mostra cautamente ottimista sulle prospettive dell'economia americana ma, ancora una volta, avverte: "la ripresa sarà lenta a causa della stretta del credito e dell'elevato tasso di disoccupazione, che si ridurrà solo lentamente". E la conferma che il peggio ormai è passato arriva dal balzo dei consumi: in agosto le vendite al dettaglio hanno messo a segno l'incremento maggiore degli ultimi tre anni, salendo del 2,7%. Anche al netto delle auto, i consumi hanno mostrato una crescita più forte del previsto, guadagnando l'1,1% contro il +0,4% stimato dagli analisti. Per parlare di vera ripresa dell'economia ci vorrà comunque del tempo e l'amministrazione americana - assicura il segretario al Tesoro Timothy Geithner - farà tutto quanto in suo potere per accelerare la crescita economica. Al momento, in ogni caso, il ricorso a un secondo piano di stimolo fiscale non sembra un'ipotesi in considerazione: il presidente Barack Obama si è infatti dichiarato fortemente propenso a dire no a un nuovo piano di rilancio, pur garantendo che l'amministrazione continuerà a "monitorare attentamente la situazione". Difendendo le decisioni assunte per salvare l'industria automobilistica, fondamentale per ricostruire l'economia a stelle e strisce e che ora "sta tornando a giocare, a muoversi", Obama dallo stabilimento di General Motors assicura che l'amministrazione non mollerà la presa sull'economia anche perché "come sapete - ha detto rivolgendosi ai lavoratori - i nostri problemi sono ancora lungi dall'essere superati. Sapete che il lavoro da fare è ancora molto". In ogni caso le misure adottate finora hanno consentito di "fermare la caduta libera dell'economia". E anzi dalla congiuntura arrivano segnali positivi, tanto da spingere Bernanke ad affermare che "tecnicamente" la recessione americana iniziata nel dicembre 2007 è "probabilmente finita". Le scorte, in luglio, risultano in calo dell'1%, le vendite al dettaglio in agosto sono in crescita del 2,7%, le banche hanno mostrato risultati trimestrali positivi e in molte hanno già restituito al governo i fondi pubblici ricevuti. Anche Citigroup, una delle banche più colpite dalla crisi, ha manifestato al Tesoro - secondo indiscrezioni - la propria volontà di svincolarsi dal governo. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

