
La morsa della recessione non accenna ad allentarsi, anzi si stringe sempre più: in attesa del piano di stimolo da oltre 800 miliardi di dollari, l'Azienda America continua a perdere posti di lavoro (Macy's ha annunciato il taglio di 7.000 dipendenti, Morgan Stanley potrebbe ridurre 1.500-1.800 posti) e accusa l'ennesima flessione dei consumi, la sesta consecutiva, solo limitatamente controbilanciata dall' inatteso aumento dell'indice Ism manifatturiero, che si mantiene comunque al di sotto di soglia 50, spartiacque fra crescita e contrazione economica. Le famiglie americane spendono sempre meno: l'incertezza sulle prospettive future dell'economia e, soprattutto, sull' andamento del mercato del lavoro spingono a risparmiare di più. E a pagarne le conseguenze sono i consumi, motore dell'economia americana: in base ai dati diffusi dal Dipartimento del Commercio, la spesa personale è scesa in dicembre dell'1%, segnando il sesto mese consecutivo di calo (-0,8% a novembre e -1,1% a ottobre). E' la prima volta dal 1959, cioé da quando la statistica viene pubblicata, che si registra una contrazione così prolungata. Una gelata per i consumi e per l'economia in generale che giunge alla vigilia dei dati delle vendite di auto in gennaio, previste in calo del 30%. Il calo di dicembre è superiore alle attese degli analisti. Al netto delle variazioni dei prezzi, le spese per i consumi sono scese dello 0,5%, il che significa che la contrazione è legata in buona parte al calo delle pressioni inflazionistiche e ai forti sconti offerti. Ma "nonostante i saldi offerti, i negozianti non sono riusciti ad attirare i consumatori nei negozi", osservano gli analisti, mettendo comunque in evidenza che a confortare il mercato ci ha pensato l'Ism manifatturiero, salito a sorpresa a 35,6: l'indice comunque continua a mantenersi, da febbraio 2008, saldamente sotto soglia 50, spartiacque fra crescita e contrazione dell'economia. Complessivamente, per l'intero 2008 la spesa personale americana è salita del 3,6%, l'aumento più debole dal 1961. L'analisi dei dati sui consumi mostra come le entrate delle famiglie si siano ridotte a dicembre, per il terzo mese consecutivo, dello 0,2%, salendo per l'intero 2008 del 3,7%, cioé l'aumento più basso dal 2003. Balzo in avanti, invece, per il tasso di risparmio, passato all'1,7% del reddito disponibile nel 2008, cioé il livello maggiore dal 2004. "Il mercato del lavoro non fa aumentare i redditi delle famiglie che, di conseguenza, sono costrette a risparmiare di più", constatano gli analisti, prevedendo che il tasso di risparmio delle famiglie salirà ancora nei prossimi mesi, e questo si tradurrà in consumi deboli ancora per un periodo. ATS
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