
La Federal Reserve americana (Fed) ha accolto la richiesta avanzata dalle due maggiori banche di investimento americane, Goldman Sachs e Morgan Stanley, di cambiare il proprio status e divenire una holding. Lo ha annunciato la stessa Banca centrale. Il nuovo status consentirà alle due istituzioni finanziarie di diventare banche commerciali in grado accettare depositi, così da rafforzarsi. Il cambio di status di Goldman Sachs e Morgan Stanley, le uniche due sopravissute come banche d'investimento indipendenti alla crisi dei mutui subprime, rappresenta uno dei cambiamenti più radicali a Wall Street, in un momento di epocale trasformazione per il sistema finanziario americano. Secondo alcuni osservatori il cambio di status in banche commerciali indica inoltre come la Fed non abbia intenzione di far fallire Goldman o Morgan. Divenendo tradizionali holding bancarie, Goldman Sachs e Morgan Stanley, oggetto di rumors nelle ultime settimane per possibili fusioni, possono ora diventare dirette concorrenti di colossi quali Citigroup, JPMorgan e Bank of America, che uniscono attività di investment-banking con quelle retail, in grado di fornire una maggiore stabilità. La mossa di chiedere e ottenere il cambio di status arriva dopo il quasi fallimento di Bear Stearns, il fallimento di Lehman Brothers e l'acquisizione da parte di Bank of America di Merrill Lynch. Goldman e Morgan, grazie al via libera della Fed, si prendono così una boccata d'ossigeno che, comunque, non dovrebbe esonerarle - spiegano alcuni analisti - dal continuare a rincorrere possibili unioni, magari addirittura fra di loro. Come tradizionali banche commerciali, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno accesso alla finestra dei prestiti a tasso di sconto della Fed, aperta, in via del tutto eccezionale e temporaneamente anche alle banche di investimento a causa della crisi. Lo status di banche commerciali significherà inoltre che Goldman e Morgan saranno sottoposte a norme più stringenti, inclusi limiti nel leverage. La conversione di Goldman e Morgan potrebbe non essere gradita segretario al Tesoro Henry 'Hank' Paulson, che negli ultimi mesi ha cercato disperatamente di difendere l'esistente struttura delle istituzioni finanziarie: con il cambio di status di Goldman e Morgan, ora tutte le case madri delle maggiori istituzioni finanziarie americane sono sotto la supervisione della Fed. Il via libera alla conversione sembrerebbe inoltre accelerare - secondo gli osservatori - l'ascesa della Fed a supervisore universale. Negli ultimi giorni è divenuto sempre più chiaro alla banca centrale che l'attuale modello delle banche d'investimento non avrebbe potuto funzionare nelle attuali condizioni di mercato, soprattutto dopo il fallimento di Lehman Brothers che ha reso ancora più difficile reperire fondi a breve termine. Oltre a dover essere supervisionate dalla Sec, ora Goldman e Morgan saranno anche sotto la supervisione della Fed, dell'Office of the Comptroller of the Currency. "Sono state così vicine alla morte che qualcosa doveva per forza cambiare", spiegano alcuni analisti. Morgan Stanley e Goldmam Sachs hanno tentato, negli ultimi mesi, di ridurre il proprio leverage, un'operazione non facile in un mercato con prezzi in calo per molti asset, per cercare di superare la crisi nel miglior modo possibile. Goldman e Morgan sono le uniche due banche d'investimento sopravvissute come indipendenti al ciclone subprime. ATS
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