
La fiducia delle grandi imprese manifatturiere giapponesi crolla al passo più rapido mai registrato finora, a quota -58, battendo il precedente record di -57 del 1975, nel pieno dello choc petrolifero. È quanto emerge dal Tankan, il rapporto trimestrale della Banca centrale del Giappone (BoJ), secondo cui a marzo l'indice è peggiorato di 34 punti rispetto alla rilevazione di dicembre (-24). Si tratta del sesto calo di fila, peggiore delle previsioni degli analisti (-55 in media). Il Tankan è uno degli indicatori più seguiti perché sintetizza i pareri delle imprese che vedono uno scenario favorevole o uno negativo. La stessa BoJ che cura il rapporto lo considera uno degli strumenti di riferimento alla base della sua politica monetaria. L'indice di fiducia delle principali società non manifatturiere è scivolato a -31, con un calo di 9 punti rispetto a dicembre. Anche in questo caso, le previsioni erano di una flessione più contenuta, a -25. Sia i grandi gruppi manifatturieri sia quelli non manifatturieri hanno stimato una contrazione degli investimenti del 6,6% nell'anno fiscale 2009 che prende il via proprio oggi. L'economia giapponese è alle prese con la peggiore recessione dalla fine della Seconda guerra mondiale, scontando il tracollo delle esportazioni legato al tonfo della domanda globale a causa della crisi economica internazionale. Nell'ultimo trimestre, il Pil nipponico ha avuto una contrazione record annualizzata del 12,1%. ATS
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