
Il deficit commerciale di gennaio costituisce un record assoluto nelle statistiche del Giappone: i 952,58 miliardi di yen (11,50 miliardi di franchi svizzeri) di passivo nell'interscambio con l'estero battono infatti il precedente dato negativo di 824,8 miliardi segnato a gennaio 1980. Gli economisti, tuttavia, si attendevano un dato ancora più pesante, pari a 1.150 miliardi di yen, in scia al rapido deterioramento della congiuntura economica internazionale e del forte apprezzamento dello yen verso dollaro ed euro. La serie di quattro mesi consecutivi di 'rosso', sulla base della statiStica preliminare del ministero delle Finanze, è la peggiore dai 14 mesi consecutivi del periodo luglio 1979-agosto 1980, provocata dal secondo choc petrolifero. Le esportazioni di gennaio, quasi dimezzate (-45,7%, il tonfo peggiore mai registrato), si sono attestate a 3.482,6 miliardi di yen, mentre le importazioni si sono ridotte quasi di un terzo (-31,7%), a 4.435,2 miliardi di yen. In picchiata l'export verso Cina (-46,7%), Usa (-52,9%), Unione Europea (-47,4%) e Russia (-65,5%) a causa della brusca frenata dei tradizionali settori di forza costituiti dall'auto (-66,1%, con il record di -80,7% verso gli Stati Uniti) e dall'elettronica (-47,2%). Nota positiva, quanto all'import, sulla bolletta energetica, con flussi di petrolio in calo del 64,2% in termini di valore e dell'8% in volumi. ATS
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