
La crisi si allarga sempre più e il 2009, da "annus horribilis" delle economie occidentali, diventa l'anno della crescita negativa su scala globale. E lo spettro di una deflazione spinge Lorenzo Bini Smaghi, esponente del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (BCE), a dire che occorre considerare l'ipotesi dei tassi allo 0% anche in Eurolandia, in contrasto con la posizione della Germania. L'allarme arriva dal direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Dominique Strauss-Kahn: il mondo è "in una grande recessione" e possiamo scordarci lo 0,5% di crescita mondiale previsto dall'FMI ancora a gennaio. Al contrario, il PIL globale andrà sotto zero, e sarà "la peggiore performance che la maggior parte di noi abbia mai visto". La ripresa, attesa nel 2010, ci sarà solo se i piani di stimolo fiscale saranno veramente realizzati. A gettare dubbi sulla ripresa il prossimo anno non è solo l'ex esponente socialista francese. In un documento approdato oggi sul tavolo dei ministri europei dell'Ecofin è scritto che il 2009 sarà "un anno di recessione economica e di incertezza", quest'ultima destinata a persistere, "in particolare per quanto riguarda le prospettive per il 2010". E Axel Weber, membro del consiglio direttivo dela BCE, avverte: "Per Eurolandia i tassi di crescita negativa potrebbero estendersi anche a parte del prossimo anno, al primo o al secondo trimestre del 2010". Insomma, la ripresa, che fino a qualche mese fa era attesa per la fine del 2009, si sta dimostrando "più lunga di quanto ci si aspettasse", spiega lo stesso Weber. E la risposta delle autorità messa sul tavolo finora potrebbe rivelarsi insufficiente. È il caso delle politiche dell'amministrazione Obama, non abbastanza coraggiose secondo il Premio Nobel per l'economia Paul Krugman. La rassicurazione è arrivata dal presidente della Fed, Ben Bernanke: la ripresa - ha detto - ci sarà, bisogna solo vedere con quale velocità. Sul fronte europeo, oggi è l'esponente della BCE Lorenzo Bini Smaghi a gettare il sasso nello stagno: "La Banca Centrale Europea è pronta ad abbassare ancora i tassi, anche fino a zero", ma solo se l'economia di Eurolandia dovesse essere "minacciata da una deflazione", cioè un calo generalizzato e durevole dei prezzi, cosa che al momento non è. Solo un'ipotesi, che però stride con quanto ribadito oggi da Weber, presidente della Bundesbank e uno degli esponenti più influenti del consiglio direttivo della stessa BCE: "Per me il livello minimo dei tassi dovrebbe essere l'1%". A meno di una settimana dal taglio dei tassi all'1,5% da parte della BCE, deciso non all'unanimità come accaduto nelle riunioni precedenti ma a larga maggioranza, sembra dunque farsi strada un dibattito ai piani alti dell'Eurotower su quale linea tenere in caso d'emergenza. E sul tema delle misure non convenzionali, come l'acquisto di titoli sul mercato aumentando l'offerta di moneta, la BCE non ha ancora preso "nessuna decisione", ha spiegato un altro esponente del consiglio direttivo, l'irlandese John Hurley. ATS
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