
Nonostante la crisi dei mercati finanziari, la congiuntura svizzera continua ad essere positiva: nei prossimi due o tre trimestri il settore bancario contribuirà forse in misura minore alla crescita del prodotto interno lordo, ma l'impatto sull'insieme dell'economia sarà limitato. Lo sostiene Aymo Brunetti, capo economista della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), in un'intervista pubblicata oggi dal bisettimanale "Finanz und Wirtschaft". In Svizzera attualmente non vi è una crisi del credito: i debitori con buona solvibilità continuano ad ottenere finanziamenti, sottolinea Brunetti. Vi sono però dei rischi, perché nessuno sa ancora quanto grandi saranno le perdite delle banche, afferma l'economista, che si dice peraltro "non eccessivamente nervoso" alla luce di quanto emerso finora. Attualmente la Svizzera vive un momento di alta congiuntura, con tassi di crescita superiori al suo potenziale. Questa dinamica dovrebbe perdere vigore. "L'ideale sarebbe un atterraggio morbido: al momento tutti gli indicatori vanno in questa direzione", sostiene Brunetti. ATS
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