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Economia
Crisi: Fed-Tesoro, più poteri e riforme contro nuove AIG
Redazione
17 anni fa

NEW YORK, 24 mar (ats/ansa) Nuove regole per il sistema finanziario con una maggiore supervisione del governo di Washington sulle istituzioni finanziarie non bancarie di importanza sistemica: l'amministrazione Obama cerca più poteri in casa mentre invita il G20 a intraprendere azioni rapide per stimolare l'economia e fermare la crisi in atto. Il segretario al Tesoro Timothy Geithner e il presidente della Banca cantrale (Fed) Ben Bernanke, davanti a un Congresso arrabbiato per i bonus distribuiti da AIG, chiedono armi per poter combattere le difficoltà delle istituzioni non bancarie, quindi contro nuove eventuali AIG. "Speriamo non ci voglia troppo tempo - è l'invito di Obama - per convincere il Congresso" ad approvare una nuova autorità di supervisione sulle grandi società finanziarie. La Fed e il Tesoro premono affinché venga concesso loro il potere di chiudere progressivamente società finanziarie non bancarie. "Sfortunatamente, le leggi sulla bancarotta federale non proteggono sufficientemente il forte interesse pubblico nell'assicurare un'ordinata soluzione di istituzioni finanziarie non bancarie anche quando un eventuale fallimento porrebbe rischi sistemici. E' per questo - esorta Bernanke - che spingo il Congresso a sviluppare nuove procedure di emergenza". Il caso Aig "ci offre due chiare lezioni per le future discussioni su una riforma delle regole. La prima è che la vicenda mette in luce l'urgenza per nuove procedure per società finanziarie non bancarie sistematicamente importanti: se un'agenzia avesse avuto tali strumenti lo scorso 16 settembre avrebbe potuto commissariare Aig e chiuderla lentamente, imponendo tagli appropriati alle controparti e ai creditori. Il risultato sarebbe stato preferibile alla situazione in cui ci troviamo ora. In secondo luogo - aggiunge Bernanke - il caso mette in evidenza la necessità di una forte ed efficiente supervisione di tutte le società finanziarie sistematicamente importanti. Una supervisione più efficace avrebbe consentito di identificare e bloccare le straordinarie prese di rischio della divisione prodotti finanziari di Aig". Non essendoci nessuno di questi strumenti a disposizione, gli Usa sono stati costretti a salvare Aig per "evitare un terremoto simile agli anni '30''. Pur ritenendo nell'interesse dei contribuenti che lo staff di Aig sia qualificato, Bernanke definisce i bonus distribuiti dalla società "altamente inappropriati" e confessa di aver cercato di bloccarli ma senza esito. "Ho pensato a un'azione legale" per il loro blocco pagamenti ma dopo alcune consultazioni legali è stato deciso di non intraprendere tale strada che, in caso di fallimento, avrebbe potuto causare danni. "Le politiche sui compensi - spiega Bernanke - non dovrebbero incoraggiare prese di rischio eccessive". Condivide "l'arrabbiatura" degli americani, che a suo avviso sono anche profondamente "preoccupati, frustrati e scettici", per i bonus di Aig e super-compensi in generale il segretario al Tesoro: "Il problema dei compensi eccessivi va al di là di Aig e richiede una riforma del sistema degli incentivi e dei compensi nel settore finanziario" osserva Geithner suggerendo al Congresso di dare al governo le stesse armi a disposizione per il sistema bancario anche per le società finanziarie non bancarie. "Come dimostrato da Aig, le sofferenze di una grande e interconnessa società finanziaria non bancaria possono creare seri rischi", spiega Geithner, difendendo il salvataggio di Aig ("Un default sarebbe stato catastrofico per l'economia americana") e sottolineando come "il giudizio espresso su Aig in settembre è ancora valido". "Sapevamo fin dall'inizio di avere fra le mani un disastro con Aig". Il segretario al Tesoro difende anche le azioni intraprese dal governo per combattere la crisi in atto. "In questi tempi straordinari, il governo è stato costretto ad adottare misure straordinarie. Faremo il necessario per stabilizzare il sistema finanziario e, con l'aiuto del Congresso, mettere a punto gli strumenti di cui abbiamo bisogno per rendere la nostra econ

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