
La maggior parte delle banche americane si attende per quest'anno un aumento delle perdite e delle insolvenze sui prestiti: a pochi giorni dai risultati degli stress test condotti sulle 19 maggiori istituzioni americane, l'indagine trimestrale della Fed evidenzia un quadro ancora incerto con le banche che, in scia alle previsioni di perdite in aumento, stringono gli standard di credito per i consumatori, rendendo di fatto sempre più difficile l'accesso a finanziamenti. "Le attività legate alle carte di credito sono quelle sotto maggiore stress", sottolinea l'amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon. Si allunga intanto nel frattempo la lista delle banche che - secondo indiscrezioni - dovranno rafforzare il proprio capitale in seguito ai risultati degli stress test, che saranno diffusi il maggio prossimo. Oltre Citigroup e Bank of America, a dover rafforzare il capitale sarebbe anche Wells Fargo: le autorità - riporta il Wall Street Journal - loavrebbero già comunicato all'istituto. Il 70% degli istituti interpellati dalla Fed ha ammesso di attendersi un aumenti dei 'bad loans' (prestiti a rischio). E queste stime hanno causato una stretta degli standard di credito negli ultimi tre mesi, con i consumatori che hanno incontrato così maggiori difficoltà a ottenere prestiti per la casa e le carte di credito. Il 50% degli istituti di credito ha stretto gli standard di credito sui mutui 'prime', una quota più elevata rispetto al 45% della precedente rilevazione in febbraio. Il 65% delle banche ha dichiarato di aver stretto gli standard per i mutui non tradizionali (50% nella rilevazione di febbraio). I segni di stabilizzazione del mercato finanziario non sembrano quindi essersi tradotti in un sblocco del credito per le famiglie, con le banche che hanno accumulato - scrive l'agenzia Bloomberg - 1100 miliardi di dollari di liquidità. "La maggior parte degli intervistati si attende - afferma la Fed - un deterioramento della qualità del credito per tutti i tipi di prestiti alle famiglie". ATS
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