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Economia
Crisi: Est Europa; dopo boom ora recessione, guai in Austria
Redazione
18 anni fa

Il miracolo delle economie dell'est, con tassi di crescita che la vecchia Europa poteva solo sognare, appartiene al passato: dopo il boom seguito al crollo della cortina di ferro, le giovani democrazie, con la crisi economica mondiale, arrancano in una profonda recessione. Sono sotto tiro Ungheria, Lettonia, Slovacchia, Bulgaria, ma anche Romania, Polonia e Repubblica ceca, anche se quest'ultima è quella che regge meglio, senza contare poi l'Ucraina ma anche la Russia. Fra i primi Paesi a risentire dell'onda d'urto dall'est è l'Austria, ai primi posti come partner commerciale in Est Europa e prima in assoluto per quanto riguarda l'esposizione delle proprie banche della regione (quasi il 20% dei crediti allocati dell'Europa occidentale sono austriaci). Solo la Erste Bank e Raiffeisen International sono esposte con 230 miliardi di euro in crediti concessi, ovvero circa il 70% del pil nazionale austriaco. Si si conta anche la Bank Austria, del gruppo Unicredit, la cifra sale a 280 miliardi. Nel timore di perdite, le banche hanno cominciato a ritirare liquidità, aggravando la situazione sul posto, mentre i loro titoli in borsa hanno fatto registrare forti cali. Il governo austriaco è preoccupato e sta cercando di far passare in Europa un piano di aiuti dei 27 per l'est Europa. Piano che all'inizio non aveva incontrato grande accoglienza ma che adesso sembra stia facendosi largo con la sponsorizzazione anche della Germania, interessata pure lei a che la regione non imploda. All'inizio della crisi dei muti, l'Austria, come molti altri Paesi europei, aveva adottato un piano di 100 miliardi di euro di aiuti per il settore bancario. Nessuna banca finora però vi ha fatto ricorso e dai vertici di governo e istituzioni bancarie si ripete il mantra che il sistema austriaco è solido. Gli analisti sono concordi nel dire che ignorare ora la bomba a orologeria dell'est vorrebbe dire dover pagare dopo un prezzo ancora più alto. Il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick ha ammonito l'occidente a sbrigarsi ad aiutare l'est Europa, pena altrimenti il rischio di una nuova spaccatura del continente. "Sarebbe una immensa tragedia se l'Europa dovesse spaccarsi di nuovo in due", ha detto in un' intervista oggi alla Sueddeutsche Zeitung. Zoellick stima che servano all'Est Europa circa 95 miliardi di euro in capitale per le sue banche altrimenti, da sola, non ce la farà, e propone la creazione di un fondo crisi per i paesi emergenti dove i ricchi dovrebbero immettere lo 0,7% dei rispettivi piani di aiuti. ATS

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