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Economia
Crisi: delegati Unia chiedono piano rilancio anticrisi
Redazione
17 anni fa

Un terzo piano di rilancio di almeno cinque miliardi di franchi: lo chiede a governo e parlamento il sindacato Unia. Circa 600 suoi delegati, provenienti da oltre 50 stabilimenti industriali svizzeri, si sono riuniti oggi a Berna, in occasione della sessione straordinaria del Consiglio nazionale sulla crisi economica, per approvare un programma di dieci rivendicazioni. I nuovi investimenti chiesti dovrebbero essere fatti nei settori dell'energia rinnovabile, dei trasporti pubblici e dei risanamenti energetici, indica il sindacato in una nota. Unia chiede inoltre un aumento dei crediti a disposizione della Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI) per promovere progetti innnovatori nell'industria, la creazione di un centro di competenze per il coordinamento dei progetti di riconversione ecologica, come pure crediti a "condizioni ragionevoli" per le piccole e medie imprese. Il sindacato vuole anche un rafforzamento del potere d'acquisto tramite la piena compensazione del rincaro, la parificazione dei salari tra uomini e donne, nuove riduzioni dei premi dell'assicurazione malattia, un aumento degli assegni famigliari nonché il sovvenzionamento di strutture d'accoglienza extrafamigliari. Unia si oppone allo smantellamento delle assicurazioni sociali e chiede una moratoria di tre anni sul rifinanziamento delle casse pensione in situazione di sottocopertura. Il sindacato chiede inoltre alla Segreteria di stato dell'economia (SECO) di lanciare "un'ampia offensiva di perfezionamento professionale" a beneficio in particolare dei lavoratori costretti a riduzioni d'orario. Un'altra rivendiczaione sono "assegni d'introduzione al lavoro" per evitare che gli apprendisti che hanno concluso il tirocinio siano licenziati. Unia chiede d'altro canto l'obbligo di prevedere un piano sociale in caso di licenziamenti collettivi ed esige al posto di quest'ultimi l'introduzione di orari di lavoro ridotto. ATS

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