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Economia
Crisi: crollano mercati auto Usa e Giappone; affonda GM
Redazione
18 anni fa

L'industria automobilistica soccombe alla crisi in atto e archivia un 2008 da dimenticare sia in Giappone sia negli Stati Uniti. Negli Usa le vendite 2008 sono risultate ai minimi da 16 anni: è infatti dalla recessione del 1992 che non venivano vendute così poche vetture. Ed è la prima volta che la quota di mercato dei tre costruttori americani risulta, su base annua, inferiore al 50% con General Motors e Ford che chiudono l'anno con vendite ai minimi dagli anni '60. Il Giappone fa ancora peggio: lo scorso anno le vendite sono crollate del 6,5%, il peggior risultato dal 1974 quando, in seguito alla crisi petrolifera, furono vendute 3.133.000 auto contro i 3.212.342 milioni dello scorso anno. Il calo della fiducia dei consumatori, alle prese con una recessione che si prolunga ormai da oltre un anno e di cui al momento non si vede una fine, e la stretta del credito hanno tenuto gli americani lontani dai concessionari anche a dicembre. In attesa che le misure del governo abbiano effetto, Detroit continua cosi' a macinare risultati negativi con Ford e Gm che accusano, insieme a Toyota, contrazioni superiori al 30%. Le vendite di Ford sono scese del 32,4% nel solo mese di dicembre e del 20,7% nell'intero 2008. Per General Motors la flessione è stata del 31,4% a dicembre e del 23% nell'intero anno. Gm, così come Chrysler, ha incassato i primi fondi dal Tesoro (4 miliardi di dollari ciascuna) nell'ambito del piano di salvataggio da 17,4 miliardi annunciato nelle scorse settimane dal presidente George W. Bush e ora si appresta a rivedere la propria produzione e organizzazione per rispettare gli impegni presi con il Governo. Dei risultati concreti le due case automobilistiche dovranno presentarli entro il 31 marzo al presidente eletto Barack Obama. Le difficoltà del mercato americano non risparmiano neanche i big giapponesi risultano immuni al crollo del mercato americano, deterioratosi in modo particolarmente veloce negli mesi: Daimler chiude il 2008 con vendite in calo dell'1,5% (-23,5% a dicembre), Honda arretra in dicembre del 35%, Nissan del 31%. Toyota archivia l'ultimo mese dell'anno in flessione del 37% e il 2008 in calo del 16% ma conserva il titolo di seconda casa automobilistica negli Usa: il colosso nipponico infatti ha registrato lo scorso anno vendite per 2,22 milioni di vetture, contro gli 1,98 milioni di Ford. In forte calo anche il mercato nipponico: in base ai dati diffusi dall'associazione dei rivenditori di auto giapponesi (Jada) nel solo mese di dicembre il numero delle auto vendute è calato del 22,3% a 183.549 unità. Si tratta della prima volta dal 1968 che il numero delle auto vendute sono scese sotto quota 200.000. A pesare sull'andamento delle vendite nipponiche c'é un mix di fattori: alle cause da tempo note quali la saturazione del mercato (popolazione in calo, perdita di interessi dei giovani per le auto, gli esorbitanti costi di mantenimento di una vettura), si è aggiunta la crisi finanziaria mondiale e la conseguente recessione che ha spinto tutti le case automobilistiche giapponesi, che controllano i nove decimi del mercato giapponese, a rivedere al ribasso i propri target di profitto, a ridurre la produzione e tagliare l'occupazione. Il leader del mercato Toyota ha previsto per l'anno fiscale 2008-2009 che si chiude in marzo il primo rosso della sua storia. ATS

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