
Gli Stati Uniti hanno evitato il rischio di piombare in un nuovo 1929 e ora potrebbero lasciarsi alle spalle la peggiore recessione degli ultimi decenni già quest'anno, per tornare a crescere a partire dall'inizio del 2010. Il presidente della Fed Ben Bernanke mostra un cauto ottimismo ma avverte: nessuna ripresa avrà luogo se i mercati finanziari e le banche non si stabilizzeranno. Bernanke ammette comunque che ci sono dei rischi: in primis la mancanza di volontà politica di risolvere la situazione senza lasciare che le cose seguano il proprio corso. Scampato il pericolo di un nuovo 1929 ("Sono convinto che abbiamo già superato quel punto. Ora si tratta di far funzionare la macchina in modo corretto", ha detto) e quello di un collasso del sistema finanziario globale, gli Usa devono ora guardare alla possibile ripresa, tenendo conto delle difficoltà del mercato del lavoro che continuerà a deteriorarsi con un tasso di disoccupazione superiore all'8,1% registrato in febbraio. "La recessione probabilmente terminerà quest'anno. E vedremo una ripresa all'inizio del prossimo anno" se l'azione del governo nello stabilizzare i mercati avrà successo, spiega Bernanke sottolineando il suo impegno a prendersi cura di Wall Street è legato solo ed esclusivamente agli effetti che questa ha su Main Street. "Mi prendo cura di Wall Street per una ragione sola: perché quello che succede a Wall Street ha conseguenze su Main Street". Ai microfoni di '60 Minutes', la trasmissione televisiva dell'emittente Cbs, Bernanke osserva come le grandi banche americane siano "solventi" e come gli stress test previsti nell'ambito del nuovo piano salva-finanza servano a determinare l'ammontare di capitale necessario in caso di crisi. Un segno di ripresa del sistema finanziario potrebbe essere - spiega - il successo di una grande banca a raccogliere capitali privati. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

