
Dopo il giro di vite degli ultimi mesi s'incomincia a vedere una "svolta" per i prestiti a famiglie e imprese, tanto che queste ultime dovrebbero ottenere credito più facilmente nel trimestre in corso. E' quel che emerge dalla 'Bank Lending Survey' trimestrale della Banca centrale europea, che nota però che le richieste di prestiti da parte delle imprese di Eurolandia continuano a scendere come conseguenza della recessione. La crisi sta comprimendo gli investimenti delle aziende. Un trend negativo che prosegue dal primo trimestre 2008 e che getta luce - come ha spiegato il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet - sul fatto che le imprese chiedono meno credito perché hanno meno investimenti da farsi finanziare. Proprio a causa del calo degli investimenti fissi - dice la Bcs - "la domanda netta di prestiti da parte delle imprese (misurata come differenza fra banche che hanno registrato un aumento di richieste e un calo) è continuata a scendere nel terzo trimestre 2009, segnando un -20% dopo il -29% del secondo trimestre". Sempre fra luglio e settembre, tuttavia, "si è confermata la svolta nel trend di inasprimento del credito che già si era osservata ad aprile", dice la Bce. Grazie anche alle poderose iniezioni di liquidità al sistema bancario decise proprio a Francoforte, "è scesa considerevolmente", all'8% dal 21% del secondo trimestre, la percentuale netta delle banche che hanno applicato criteri più rigidi per concedere credito alle imprese. Ciò "ha quasi interrotto" il trend di inasprimento che dovrebbe invertire la propria rotta nel trimestre in corso, per il quale le banche attendono "un leggero allentamento netto" degli standard creditizi, con discesa in negativo, a -1%, della stessa percentuale. Lo studio della Bce, condotto a cavallo fra settembre e ottobre fra 118 banche europee, descrive anche un "calo dell'inasprimento dei criteri per concedere prestiti alle famiglie", grazie al fatto che le banche hanno "una percezione più bassa dei rischi per l'attività economica e il mercato immobiliare". La percentuale netta delle banche che hanno inasprito il credito è scesa al 14% (dal 22%) per i mutui e al 13% (dal 21%) per il credito al consumo, e "le banche - si legge nel rapporto trimestrale - si aspettano una discesa ulteriore. ATS
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