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Economia
Crisi: allarme UE, rischio 6 mln disoccupati entro 2010
Redazione
17 anni fa

Una "recessione senza precedenti che potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010" e produrre "gravi conseguenze sociali per le famiglie e le persone". È allarme rosso quello che arriva da Bruxelles dove si sono riuniti sia i ministri Ue del Lavoro, sia quelli di Eurolandia, per preparare il Consiglio dei capi di Stato e di governo dell'Ue della prossima settimana. E per il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, la ripresa oramai è destinata a slittare dal 2009 al 2010. L'impatto sociale di una crisi finanziaria ed economica sempre più acuta rischia dunque di essere molto più pesante del previsto. L'ultima previsione sulla perdita di posti di lavoro fatta dalla Commissione Ue parlava di 3,5 milioni di disoccupati in più nel 2009 nell'intera Unione europea. Ora si prende atto che la crisi "colpisce duramente" il mondo del lavoro, più di quanto si potesse immaginare appena due mesi fa, tanto da far temere altri 2,5 milioni di disoccupati nei prossimi 21 mesi. Per questo i ministri europei del lavoro nelle loro conclusioni insistono sulla necessità di "misure urgenti e mirate a stimolare l'occupazione e a prevenire e limitare la perdita di posti di lavoro", mentre i colleghi dell'Eurogruppo e dell'Ecofin (che si riunirà domani) valutano la possibilità di "misure supplementari" per rafforzare il piano europeo di rilancio dell'economia. La principale preoccupazione dei ministri finanziari dell'Ue è sempre la stessa: ripristinare il normale funzionamento del sistema bancario e, dunque, allentare la stretta del credito che sta soffocando l'economia reale, impedendo un normale flusso di prestiti a famiglie ed imprese. Solo così si potrà cominciare a uscire da una recessione sempre più profonda: "C'é un netto degrado della situazione economica rispetto al mese di febbraio e nessun indicatore ci lascia pensare a un miglioramento imminente", ha detto il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, sottolineando come "le previsioni al momento sono tutte all'insegna del pessimismo" e aggiungendo che "la recessione è profonda e ci riporta all'inizio degli anni '90''. D'accordo Almunia, che ha spiegato come "lo scenario di ripresa graduale sarà trasferito dal 2009 al 2010". Sull'emergenza occupazione è invece concentrato il messaggio dei ministri Ue del Lavoro, che invitano gli Stati membri ad "evitare misure che inducano al ritiro prematuro dalla vita lavorativa, come schemi di pensionamenti anticipati o limiti di età alle opportunità di formazione, in modo da mantenere e accrescere la partecipazione al mercato del lavoro". Inoltre - affermano nelle loro conclusioni - bisogna affrontare "la sostenibilità e l'adeguatezza dei sistemi pensionistici attraverso riforme appropriate", anche per "il raggiungimento di un tasso di occupazione dei lavoratori anziani pari al 50%". Di qui anche l'invito rivolto all'Italia di "innalzare l'età pensionabile, in particolare per le donne". Ma per il governo "serve più tempo": "Abbiamo detto all'Ue che ogni decisione sulle pensioni sarà assunta solo dopo il necessario confronto, anche con le parti sociali", ha affermato il sottosegretario al lavoro Pasquale Viespoli a Bruxelles, sottolineando che "sulle pensioni bisogna evitare tensioni. In questa situazione di crisi e di generale incertezza - ha spiegato - non riteniamo opportuno creare ulteriore insicurezza". ATS

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