
Drastica cura dimagrante in casa Alcoa. Di fronte alla recessione e al conseguente calo della domanda e alla flessione dei prezzi dell'alluminio, la società annuncia un drastico ridimensionamento della forza lavoro e una riduzione della produzione. Complessivamente Alcoa taglierà 15.200 posti, di cui 13.500 (ossia il 13% della forza lavoro totale) dipendenti e 1.700 contratti interinali. In aggiunta il terzo produttore di alluminio al mondo è costretto a congelare salari e assunzioni, a cedere quattro divisioni che non rientrano nel core-business e a ridurre le proprie spese capitali del 50% nel 2009. L'annuncio non giova al titolo che nelle contrattazioni after-hours cede il 5% a 11,50 dollari. A risentire della crisi è anche Ibm che secondo un gruppo di suoi dipendenti starebbe preparando un taglio profondo della forza lavoro, circa 16.000 unità, entro gennaio. I tagli mirati, la chiusura di impianti e il consolidamento delle attività riguarderà soprattutto gli Usa e l'Europa e si tradurrà nel taglio "di 13.500 dipendenti o il 13% della forza lavoro mondiale entro il 2009. Saranno poi eliminate ulteriori 1.700 posizioni interinali". La produzione sarà invece ridotta del 18% su base annua. "In un contesto straordinario come quello attuale servono misure rapide e decisive per sostenere il rallentamento economico. Serve allo stesso tempo flessibilità per essere preparati alle future incertezze del mercato", spiega il presidente e amministratore delegato di Alcoa Klaus Kleinfeld, sottolineando che la società continuerà "a monitorare la dinamica del mercato per assicurare aggiustamenti della produzione in linea con la domanda". L'ampia ristrutturazione si ripercuoterà sui conti del quarto trimestre, sui quali graveranno costi per 900-950 milioni di dollari. Alcoa renderà noti il prossimo 12 gennaio i propri risultati trimestrali che, secondo gli analisti, dovrebbero evidenziare perdite per 1 cent per azione. Il piano di ristrutturazione, comunque, consentirà una volta applicato di risparmiare circa 450 milioni di dollari l'anno. Le quattro divisioni di cui Alcoa ha deciso la dismissione sono in Europa e nel solo 2008 hanno accumulato perdite per 105 milioni di dollari su iun fatturato di 1,8 miliardi di dollari. Al momento "esistono acquirenti interessati", spiega Alcoa senza comunque definire una tempistica precisa su quando le cessioni potrebbero essere completate. I prezzi dell'alluminio sono scesi drasticamente da luglio, quando hanno toccato il proprio record storico, accelerando la flessione nelle ultime settimane in seguito all'aumento delle scorte europee e cinesi. I cosnumi di alluminio stanno inoltre risentendo della crisi della crisi dell'industria automobilistica, settore verso il quale Alcoa vuole ridurre la propria esposizione. ATS
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