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Svizzera
Crescono le esportazioni grazie al settore chimico–farmaceutico
© Gabriele Putzu
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Ats
2 ore fa
Dopo la flessione di aprile le esportazioni svizzere sono fortemente aumentate in maggio, influenzate ancora una volta dall'andamento del comparto – È quanto emerge dai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini

Dopo la flessione di aprile le esportazioni svizzere sono fortemente aumentate in maggio, influenzate ancora una volta dall'andamento del comparto chimico-farmaceutico, in un contesto di espansione degli scambi con l'Europa: il valore totale dei beni venduti all'estero è salito del 13,4% rispetto al mese prima, quando era sceso dello 0,5%. In progressione risultano anche le importazioni, cresciute del 3,4% a fronte del -2,9% di aprile.

Movimenti per miliardi

Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (cioè corrette dell'effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a +5,0% (export) e +0,2% (import), emerge dai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Hanno preso la via dell'estero merci per 25,4 miliardi di franchi, mentre in direzione opposta i movimenti ammontano a 19,8 miliardi: il periodo in rassegna si chiude con un'eccedenza di 5,6 miliardi.

Andamento non unitario

Nel confronto con aprile i principali settori dell'export hanno avuto un andamento non unitario. Il ramo di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) +25,7% (a 13,9 miliardi di franchi); seguono le macchine e l'elettronica (+1,2% a 4,5 miliardi), l'orologeria (-4,0% a 2,1 miliardi), i gioielli (+14,7% a 1,1 miliardi) e le derrate alimentari (-1,6% a 0,8 miliardi).

L'Europa rimane in testa

A livello geografico il continente più interessante per i prodotti elvetici rimane l'Europa (+18,5% a 14,6 miliardi); un contributo importante è fornito da Germania (-1,3% a 3,4 miliardi), Slovenia (+111,8% a 2,9 miliardi), Italia (+2,3% a 1,5 miliardi) e Francia (+24,5% a 1,4 miliardi). In progressione è il Nord America (+10,3% a 4,4 miliardi): gli Stati Uniti (+11,5% a 4,1 miliardi) si confermano il primo importatore di merci dalla Confederazione. Marcia invece sostanzialmente sul posto l'Asia (+0,2% a 4,6 miliardi), malgrado un certo dinamismo della Cina (+1,6% a 1,3 miliardi).

Anche nelle importazioni

Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico (+11,7% a 6,9 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+1,1% a 3,8 miliardi), veicoli (+4,6% a 1,8 miliardi), alimentari (-0,2% a 1,3 miliardi) e metalli (-1,5% a 1,1 miliardi). Riguardo alle regioni, in progressione sono l'Europa (+5,9% a 14,9 miliardi) e il Nord America (+11,2% a 1,3 miliardi), mentre arretra l'Asia (-2,6% a 3,5 miliardi).