
UBS conferma le sue previsioni sulla crescita dell'economia svizzera: stando agli esperti della grande banca il prodotto interno lordo (Pil) salirà dello 0,8% quest'anno e dell'1,8% nel 2018. Per la prima volta viene fornita anche una stima per il 2019: la progressione rimarrà stabile all'1,8%. La crescita economica svizzera ha deluso nel primo semestre, affermano gli economisti di UBS in un comunicato odierno. Grazie all'indebolimento del franco e alla solida congiuntura globale vi è però da aspettarsi una sensibile accelerazione nei prossimi trimestri. La ripresa dei prezzi del greggio e l'indebolimento del franco faranno aumentare l'inflazione, che si attesterà allo 0,5% nel 2017 e allo 0,6% nei dodici mesi seguenti. L'anno prossimo il tasso di disoccupazione dovrebbe tornare al di sotto del 3%. Per quanto riguarda i cambi, il franco si è sensibilmente rafforzato, sulla scia della previsione di una conclusione del programma di acquisti obbligazionari da parte della Banca centrale europea. Ciò nonostante UBS a breve termine non prevede alcuna svolta nella politica monetaria praticata dalla Banca nazionale svizzera. Solo quando l'indebolimento del franco si confermerà e l'economia svizzera si sarà definitivamente ripresa dallo shock valutario sarà possibile un primo aumento dei tassi: gli economisti dell'istituto prevedono che ciò avverrà a fine 2018. Secondo Daniel Kalt, capo economista UBS Svizzera, vi è ancora un certo margine di svalutazione del franco nei prossimi dodici mesi: esso è però limitato, perché la valuta elvetica nei confronti dell'euro si trova molto più vicino al suo valore equo rispetto all'inizio dell'anno.
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