
La crescita economica globale accelera e sale nel 2018 al 3,1% dopo il +3,0% del 2017. La Banca Mondiale alza le stime per l'anno in corso di 0,2 punti percentuali, limando al rialzo anche quelle per il 2019 al 3,0% (+0,1 punti percentuali). I rischi sulle prospettive sono più bilanciati ma restano orientati al ribasso. Fra questi figurano la possibilità di tensioni finanziarie, un aumento del protezionismo e delle tensioni geopolitiche. ''La priorità'' sono le riforme strutturali, afferma la Banca Mondiale. A spingere la crescita sono le economie emergenti, che cresceranno nel 2018 del 4,5%, per poi accelerare al 4,7% nel 2019 e nel 2020. Il Pil delle economie avanzate si espanderà del 2,2%, ovvero 0,4 punti percentuali in più rispetto alle stime di giugno, mentre nel 2019 la crescita sarà dell'1,9%. Il rallentamento delle economie avanzate dal +2,3% del 2017 al 2,2% del 2018 è legato alla rimozione graduale delle misure straordinarie messe in campo dalle banche centrali contro la crisi. La Banca Mondiale rivede al rialzo anche le stime di crescita per l'area euro e gli Stati Uniti. Eurolandia crescerà nel 2018 del 2,1%, ovvero 0,6 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di giugno. Nel 2019 e nel 2020 la crescita rallenterà al +1,7 e all'1,5%. Gli Stati Uniti cresceranno quest'anno del 2,5% (+0,3 punti percentuali), per rallentare al +2,2% e al 2,0% nel 2019 e nel 2020. ''La ripresa dell'economia globale è incoraggiante, ma non è il momento di compiacersi. Questa è una grande opportunità per investire in capitale umano e fisico''. Lo afferma il presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, commentando i nuovi dati sulla crescita economica. ''Se la politica si concentrerà'' sugli investimenti umani e fisici riuscirà a rafforzare ''la produttività dei Paesi, aumentare la partecipazione della forza lavoro e muoversi per centrare l'obiettivo di mettere fine all'estrema povertà''. Il 2018 è il primo anno dalla crisi finanziaria in cui l'economia mondiale girerà quasi a piena velocità: ''la politica deve guardare al di là degli strumenti monetari e fiscali per stimolare la crescita di breve termine e considerare iniziative per aumentare il potenziale di lungo termine'', spiega la Banca Mondiale.
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