Crediti Covid: “Dividendi non consentiti l’infrazione più frequente”
Ad indicarlo è il Controllo federale delle finanze nel suo terzo rapporto intermedio incaricato di verificare che gli aiuti pubblici vengano ben spesi
Redazione
Crediti Covid: “Dividendi non consentiti l’infrazione più frequente”

Il pagamento di dividendi non consentiti è l’infrazione più frequente di quelle riscontrate finora in relazione alla concessione di crediti Covid-19 garantiti dalla Confederazione. Lo indica oggi nel suo terzo rapporto intermedio il Controllo federale delle finanze (CDF), incaricato di verificare che gli aiuti pubblici vengano ben spesi e di contrastare gli abusi.

Circa le fideiussioni solidali il numero di potenziali infrazioni all’ordinanza è quasi raddoppiato dall’ultimo rapporto, salendo a quota 859: i casi corrispondono a un valore di 217 milioni di franchi. A titolo di paragone, al 30 luglio erano stati distribuiti più di 134 mila crediti per un valore di circa 16,5 miliardi di franchi, di cui una piccola parte, ovvero 989, è costituita da crediti di più di mezzo milione.

L’elevato numero di pagamenti di dividendi non consentiti è alla base di questo sviluppo, precisa il documento diffuso oggi dal CDF. Dal primo confronto con il registro di commercio sono emersi 105 beneficiari che a fine giugno avevano già dichiarato fallimento.

Notevole è il numero elevato di discrepanze talvolta importanti tra il fatturato dichiarato per il calcolo dell’IVA e per la richiesta della fideiussione. Altri elementi sospetti riguardano imprese segnalate come inattive oppure distribuzioni di dividendi in somme ingenti poco prima della richiesta del credito.

IPG, abusi contenuti
Il CDF ha ottenuto dalle 84 casse di compensazione, incluse le succursali, circa 403 mila serie di dati sulla prestazione di indennità di perdita di guadagno in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus.

Non sussistono indizi di errori o abusi sistematici. Circa 200 casi sono stati trasmessi all’Ufficio federale delle assicurazioni sociali per ottenere chiarimenti.

Nel 60% dei casi l’indennità giornaliera per lavoratori indipendenti ammonta al massimo a 80 franchi lordi. Al momento sono stati elaborati 172 mila casi, pari a circa 1,1 miliardi concessi.

Lavoro ridotto, abusi in grado occupazione
Nell’ambito dell’indennità per lavoro ridotto, il CDF ha ricevuto 91 nuove segnalazioni dall’ultimo rapporto e 134 segnalazioni dall’inizio della crisi. Tra queste, 92 imprese hanno ottenuto indennità per lavoro ridotto per più di 40 milioni di franchi. A fine luglio, il volume dei pagamenti per lavoro ridotto ha quasi raggiunto i 5 miliardi.

Quasi tutti i casi di irregolarità concernono il grado di occupazione, che in realtà è superiore a quello comunicato per il calcolo dell’indennità per perdita di guadagno (IPG). I settori particolarmente coinvolti sono il commercio all’ingrosso e al dettaglio, il commercio e la riparazione di autoveicoli e motocicli e il settore della sanità.

Rischio oltre 10 mln perdite
La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha ricevuto segnalazioni di altri 125 casi dalle casse di disoccupazione e dall’Istituto della lotta contro la criminalità economica della Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale.

Le analisi del CDF hanno rilevato in totale pagamenti a un centinaio di imprese che avevano cessato l’attività a causa di fusioni avvenute prima della crisi dovuta alla pandemia. Inoltre, il CDF ha identificato una dozzina di imprese liquidate entro metà luglio.

La SECO e gli organi di esecuzione faranno tutto quanto in loro potere per riscuotere le cifre indebitamente versate e prevenire simili abusi in futuro. In caso contrario, secondo le stime del CDF, la Confederazione potrebbe perderci più di 10 milioni.

I soldi bastano

Al 24 giugno, l’impegno finanziario della Confederazione nella lotta alla pandemia e alle sue conseguenze si aggirava intorno ai 72,2 miliardi destinati a spese decise per il 2020, fideiussioni e garanzie. I mezzi si suddividono in tre categorie non sempre ben distinte.

Sono previsti 26,1 miliardi per aiuti finanziari e contributi; a fine luglio 2020 ne erano stati richiesti più di 7 miliardi. I crediti per l’acquisto di materiale sanitario e medico ammontano a circa 500 milioni con un budget di circa 2,55 miliardi.

Per fideiussioni, garanzie e prestiti la Confederazione mette a disposizione 43,5 miliardi. A seconda del rischio di insolvenza, la maggior parte di questo importo dovrebbe rimanere o tornare nelle casse federali, secondo il CDF.

  • 1