
"Risale fino al 1953 e ha coinvolto due generazioni di evasori fiscali" americani l'"associazione per delinquere" ("conspiracy") che ha portato all'incriminazione negli Stati Uniti di quattro dipendenti o ex dipendenti del Credit Suisse. È quanto si legge nel comunicato rilasciato ieri dal Dipartimento di giustizia USA, che non menziona espressamente il nome dell'istituto. Stando alla nota, nell'autunno 2008 la banca internazionale "con sede centrale a Zurigo e uffici in tutto il mondo" amministrava "migliaia di conti segreti per clienti negli Stati Uniti con un totale di fondi in gestione che raggiungeva i 3 miliardi di franchi". I quattro banchieri incriminati da un "grand jury" federale del Distretto orientale della Virginia - che sono a piede libero e ricercati dagli USA - sono accusati di aver "cospirato con altri banchieri svizzeri per frodare gli Stati Uniti". Se condannati rischiano un massimo di cinque anni di carcere e una multa fino a 250'000 dollari, precisa il comunicato. Marc Dosch, portavoce del Credit Suisse, ha detto all'ATS che la banca non può confermare che gli accusati sono dipendenti del CS. Nel contempo ha tuttavia dichiarato: "Collaboriamo con le autorità nell'inchiesta contro le quattro persone". A suo avviso, non è la banca ad essere oggetto d'indagine ma quattro singoli individui. "L'inchiesta non è diretta contro il Credit Suisse", ha affermato il portavoce. ATS
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