Economia
Credit Suisse sopprimerà 9'000 impieghi entro il 2025
© CdT/Gabriele Putzu
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un mese fa
Credit Suisse ha subito una perdita di 4 miliardi di franchi nel terzo trimestre. Sull'arco dei primi nove mesi dell'anno il risultato è negativo per 5,9 miliardi. Il Ceo Ulrich Körner: "Il 2022 è stato fortemente influenzato dalle continue turbolenze del mercato".

Credit Suisse prevede di cancellare 9'000 impieghi: la grande banca ha infatti annunciato stamani l'intenzione di ridurre l'organico dagli attuali 52'000 posti (equivalenti a tempo pieno) a 43'000 entro la fine del 2025. La soppressione avverrà attraverso partenze volontarie e "riduzioni mirate dell'organico", ha indicato stamane la società. La misura fa parte di un vasto piano di ristrutturazione che prevede di ridurre la base dei costi di 2,5 miliardi di franchi all'anno, sempre entro il 2025, portandola a 14,5 miliardi. I tagli del personale di Credit Suisse interesseranno anche la Svizzera: nei prossimi tre anni l'organico dovrebbe calare di circa 2'000 unità, scendendo a 14'000 dipendenti. Lo ha indicato il presidente del consiglio di amministrazione (Cda) Axel Lehmann in un'intervista all'emittente SRF.

Profondo rosso

Credit Suisse ha subito una perdita di 4 miliardi di franchi nel terzo trimestre. Sull'arco dei primi nove mesi dell'anno il risultato è negativo per 5,9 miliardi, ha comunicato poco fa l'istituto, nel giorno delle tanto attese comunicazioni sulla revisione strategica. Nello stesso periodo del 2021 l'azienda aveva realizzato un utile di 424 milioni. Da allora si sono inanellati quattro trimestri tutti con il segno meno. La perdita netta riportata nel periodo luglio-settembre include peraltro una correzione di valore pari a 3,7 miliardi di franchi per imposte differite relative alla revisione strategica della banca.

I settori più toccati

La perdita ante imposte è di 342 milioni, dopo un utile di 1 miliardo nello stesso periodo dell'anno precedente. Gli analisti si aspettavano un rosso prima delle tasse di 613 milioni e una perdita netta di 602 milioni. Le maggiori difficoltà, a livello operativo, hanno interessato il settore investment banking e questo non costituisce una novità: già a fine luglio Credit Suisse aveva previsto una perdita per la divisione, che è ora stata quantificata in 666 milioni di franchi. La banca ha anche fatto passi indietro in materia di capitalizzazione: il coefficiente di fondi propri di qualità primaria (Common Equity Tier 1, CET1) è sceso al 12,6% dopo il 13,5% del secondo trimestre.

Grossi cambiamenti

La grande banca ha annunciato poco fa profondi cambiamenti nell'investment banking e in altri segmenti, con l'obiettivo di accelerare la riduzione dei costi. L'istituto, come detto, punta a un taglio degli oneri di 2,5 miliardi, pari al 15%, entro il 2025. Viene inoltre previsto un aumento di capitale per rafforzare la solidità della società. Per i prossimi tre anni, Credit Suisse auspica inoltre di ridurre significativamente le attività ponderate per il rischio e di creare un'unità non-core (Ncu) per accelerare il decadimento di attività non strategiche e a basso rendimento. La ristrutturazione strategica porta anche a profondi cambiamenti ai vertici dell'istituto: il numero uno dell'investment banking - una delle quattro divisioni in cui era finora organizzata la società - lascia la banca con effetto immediato. Il manager è Christian Meissner e di una sua possibile partenza si era parlato nelle scorse settimane. In passato si era fatto il suo nome anche come di un possibile successore di Sergio Ermotti alla guida di Ubs. Tornando a Credit Suisse, Michael Klein uscirà dal consiglio di amministrazione, per operare quale consulente del Ceo Ulrich Körner e lanciare la nuova unità CS First Boston, segmento che diventerà autonomo e che dal 2023 dovrebbe poi essere guidato dallo stesso Klein.

Colpa delle turbolenze del mercato

"Il trimestre e più in generale il 2022 sono stati fortemente influenzati dalle continue turbolenze del mercato e dalle difficili condizioni macroeconomiche, che hanno determinato una performance più debole in particolare per l'investment banking", afferma Ulrich Körner, citato in un comunicato odierno. "La nostra recente performance a livello di gruppo è stata deludente".

In arrivo tempi migliori?

Il futuro dovrebbe però essere migliore. "A partire da oggi, stiamo compiendo una serie di passi decisivi per rifocalizzare Credit Suisse sulle esigenze dei nostri clienti e dei nostri azionisti. Il nostro nuovo modello integrato si concentrerà su Wealth Management, Swiss Bank e Asset Management, e ristruttureremo radicalmente l'Investment Bank, rafforzando la nostra base di capitale e accelerando il ritmo di crescita. Riteniamo che queste misure porteranno a una performance più stabile per la banca, generando un valore duraturo per gli azionisti", conclude il manager. 

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