
Il Credit Suisse riacquisterà negli Stati Uniti ARS (Auction Rate Securities) per circa 550 milioni di dollari da investitori individuali, istituzioni sociali e piccole imprese. Pagherà inoltre una multa di 15 milioni di dollari nel dossier ARS e indennizzerà gli investitori che hanno dovuto vendere tali obbligazioni subendo grosse perdite. L'accordo è stato concluso oggi con la procura dello stato di New York e la task force della North American Securities Administrators Association (NASAA), ha comunicato stasera la seconda banca elvetica. L'importo degli indennizzi non è stato indicato. Da parte loro gli stati degli Usa interessati dal procedimento metteranno fine alle indagini a carico del Credit Suisse, precisa la nota. L'accomodamento non rappresenta tuttavia un'ammissione di colpa, sottolinea la banca. Autorità di vigilanza americane hanno accusato negli scorsi mesi diverse banche di aver tratto in inganno gli investitori vendendo ARS, obbligazioni ritenute particolarmente sicure e dal corso stabile in quanto il loro tasso d'interesse viene fissato in aste settimanali. Il mercato delle ARS era divenuto "illiquido" in febbraio a causa della crisi finanziaria. L'8 agosto l'UBS aveva concluso un accordo simile, in base al quale si è impegnata a riacquistare ARS per 18,6 miliardi di dollari e a pagare una multa di 150 milioni di dollari. ATS
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