
Il Credit Suisse ha chiuso il 2008 con una perdita di 8,22 miliardi di franchi. Nel solo quarto trimestre il passivo è stato di 6,02 miliardi: i dati sono peggiori rispetto alle previsioni. Gli analisti interrogati dalla Reuters avevano pronosticato in media un rosso di 6,3 miliardi per l'intero esercizio. La perdita è "chiaramente deludente", ha commentato Renato Fassbind, direttore delle finanze, in una conferenza telefonica. La base di capitale è robusta. La quota dei fondi propri BRI era al 13,3% a fine 2008, contro il 10,4% il 30 settembre. In gennaio il Credit Suisse ha registrato un afflusso netto di nuovi fondi, ha aggiunto il CFO senza fornire cifre. L'esecizio 2007 si era chiuso con un risultato positivo di 7,76 miliardi di franchi. Malgrado il rosso subito nel 2008, il Credit Suisse non ha bisogno di aiuti statali. Da inizio anno la banca lavora con profitto in tutti i comparti di attività, ha osservato Fassbind. Lo scorso anno il Credit Suisse ha ridotto notevolmente le posizioni a rischio. Il 2009 è così iniziato con un livello chiaramente più basso, ha spiegato oggi a Zurigo il Ceo Brady Dougan, presentando il bilancio alla stampa. La compressione dei rischi nel settore del finanziamento delle acquisizioni e delle ipoteche su immobili commerciali, assieme alle conseguenze della crisi finanziaria sul resto delle attività, è anche all'origine della perdita rilevata nel quarto trimestre. Tali posizioni illiquide sono state ridotte del 53% a fine anno rispetto al 30 settembre 2008. Ciò ha comportato tra ottobre e dicembre ammortamenti pari a 3,2 miliardi di franchi. Il Credit Suisse attualmente non ha in programma tagli occupazionali che vadano oltre i 5'300 annunciati in dicembre, è stato indicato. La banca aveva allora indicato di voler eliminare circa 650 impieghi in Svizzera. Quanto alle varie divisioni, decisamente in rosso l'Investment Banking, che sull'intero esercizio ha subito una perdita ante imposte di 14,18 miliardi, contro un utile di 3,65 miliardi nel 2007. I ricavi sono stati negativi per 1,84 miliardi a fronte di un dato positivo per 18,96 miliardi del 2007. Nel quarto trimestre la perdita è stata di 7,78 miliardi. Il Private Banking, che comprende le attività di Wealth Management e Corporate & Retail Banking, ha registrato un utile ante imposte di 4,21 miliardi per l'intero 2008, in calo del 23% rispetto al 2007. I ricavi netti sono diminuiti del 5%. Nel quarto trimestre, l'utile ante imposte è sceso a 876 milioni, in flessione del 36% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre i ricavi netti sono diminuiti del 10%. Nell'Asset Management, la perdita si è attestata a 1,13 miliardi lo scorso anno, contro un dato positivo di 197 milioni di franchi nel 2007. I ricavi netti sono diminuiti del 75%. Nel quarto trimestre 2008, il rosso è salito a 670 milioni dai 302 milioni del quarto trimestre 2007. Il Credit Suisse ha indicato inoltre di aver registrato nel Private Banking un afflusso netto di nuovi capitali pari a 50,9 miliardi. A livello di gruppo si è verificato un deflusso di 3 miliardi di franchi, contro un dato positivo di 43,2 miliardi nel 2007. A fine anno il patrimonio amministrato dal gruppo ammontava a 1'106,1 miliardi, con una diminuzione del 24,4% rispetto al 2007. La flessione, ha spiegato la banca, è da attribuire prevalentemente a movimenti di mercato e valutari sfavorevoli, al deflusso netto di capitali nell'Asset Management e alla chiusura di alcuni fondi USA del mercato monetario. Il Credit Suisse distribuirà un dividendo, ma tagliato drasticamente da 2,50 franchi a 0,10 franchi. ATS
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