
Il Credit Suisse è colpito più pesantemente di quanto ci si attendeva dalla crisi dei mutui negli Stati Uniti. Nel primo trimestre la seconda banca svizzera ha registrato una perdita netta di 2,148 miliardi di franchi, dopo un utile netto di 2,729 miliardi nello stesso periodo dell'anno scorso. Gli analisti contattati dall'AWP si attendevano mediamente una perdita di 687 milioni di franchi. I ricavi netti sono crollati del 72% a 3 miliardi, ha comunicato oggi l'istituto. Nel solo periodo gennaio-marzo le rettifiche di valore nette ammontano a 5,3 miliardi, indica la banca. Questa cifra è di molto superiore ai 3,2 miliardi di svalutazioni dell'intero 2007. "I nostri risultati del primo trimestre 2008 sono chiaramente insoddisfacienti", afferma il Ceo Brady Dougan citato nella nota. Nei primi tre mesi dell'anno "abbiamo però potuto ridurre massicciamente le nostre esposizioni nei settori interessati e proseguiremo in maniera controllata tale diminuzione". A parte quelle colpite direttamente dalla crisi creditizia, la maggior parte delle attività ha realizzato buoni risultati e raggiunto l'alto livello dei ricavi del primo trimestre del 2007. Alcune si situano addirittura al di sopra. ATS
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