
Il Credit Suisse è colpito più del previsto dalla crisi dei mutui negli Stati Uniti. Nel primo trimestre la seconda banca svizzera ha registrato una perdita netta di 2,148 miliardi di franchi, dopo un utile netto di 2,729 miliardi nello stesso periodo dell'anno scorso. Gli analisti contattatidall'agenzia AWP si attendevano mediamente un risultato negativo di 687 milioni di franchi, quelli interrogati dalla Reuters 857 milioni. I ricavi netti (riferiti ai risultati di base) sono crollati del 72% a 3 miliardi, ha comunicato oggi l'istituto.Nel solo periodo gennaio-marzo le rettifiche di valore nette ammontano a 5,3 miliardi nell'Investment Bank, cui si sono aggiunte svalutazioni per 566 milioni nell'Asset Management. Una somma molto superiore ai 3,2 miliardi di rettifiche dell'intero 2007.I mercati sono stati molto difficili in marzo, ha detto in una conferenza telefonica Brady Dougan, presidente della direzione, aggiungendo che in aprile le cose si sono stabilizzate. Il Ceo ha avvertito di non nutrire grandi speranze, dato che la situazione rimane incerta. La luce che alcuni credevano di avere visto alla fine del tunnel, molte volte si è rivelata essere quella di un treno che ci veniva addosso, ha osservato il presidente della direzione."I nostri risultati del primo trimestre 2008 sono chiaramente insoddisfacenti", ha affermato il Ceo citato in una nota. Nei primi tre mesi dell'anno "abbiamo però potuto ridurre massicciamente le nostre esposizioni nei settori interessati e proseguiremo in maniera controllata tale diminuzione". Quelle nel settore di finanziamento di acquisizioni (leveraged finance) sono scese del 41% (a 20,8 miliardi), quelle relativa ai mutui ipotecari commerciali del 25% (a 19,3 miliardi).A parte quelle colpite direttamente dalla crisi creditizia, la maggior parte delle attività ha realizzato buoni risultati e raggiunto l'alto livello dei ricavi del primo trimestre del 2007. Alcune si situano addirittura al di sopra, afferma l'istituto.ATS
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