
"LGBT Equality Index", con la sigla che sta per lesbiche, gay, bisessuali e transgender. È il nuovo prodotto finanziario di Credit Suisse, lanciato sul mercato statunitense il 21 ottobre scorso.
Come suggerisce il suo nome, il nuovo indice borsistico creato dal colosso bancario elvetico comprende unicamente titoli di aziende "gay friendly". È stato lanciato proprio nella patria del politicamente corretto, gli USA, per cercare di ricrearsi un'immagine positiva, in un periodo di turbolenze per le note questioni relative all'evasione fiscale di migliaia di clienti americani.
L'idea è del direttore generale della banca, l'americano Brady Dougan, che ha deciso di mostrare particolare sensibilità nel campo dei costumi sessuali. "Se siete interessati ai diritti delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei transgender oggi il Credit Suisse vi offre il primo indice in grado di seguire le performances delle società rispettose di quelle persone" ha commentato la CNN, tra i numerosi osservatori che hanno accolto positivamente la novità della banca svizzera.
Il "gay index" al momento è disponibile solo per la clientela americana, in regola con le tasse e in grado di spendere almeno 250'000 dollari. Ma l'istituto prevede di estendere l'offerta anche ad altri Paesi e ad investitori con capitali più piccoli.
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