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Economia
Credit Suisse: il franco resterà forte
Redazione
10 anni fa

Credit Suisse ritiene che l'economia svizzera dovrà convivere ancora per diverso tempo con un franco forte, considerando che il vigore della valuta elvetica è dovuto a motivi strutturali che non cambieranno tanto rapidamente. Nel suo "Monitor Svizzera" del quarto trimestre pubblicato oggi, la grande banca afferma che la Confederazione presenta i sintomi della cosiddetta "malattia olandese", ossia di una forza valutaria alimentata dal boom dell'export di pochi settori. Si tratta specialmente dell'industria farmaceutica, di quella orologiera, del commercio di materie prime e dei servizi finanziari. Con la solidità delle loro esportazioni contribuiscono all'apprezzamento del franco senza soffrirne troppo gli effetti. E finché tali rami continueranno ad avere successo, anche il franco tenderà ad essere strutturalmente forte. Secondo gli economisti di Credit Suisse un indebolimento attivo dei settori con eccedenze o un'imposizione fiscale specifica di queste sarebbe controproducente. La politica non ha quindi mezzo di impedire la forza del franco. E la Banca nazionale svizzera (BNS) dovrebbe limitarsi a ridurre le sopravvalutazioni temporanee legate a eventi internazionali specifici. Di conseguenza il numero due bancario elvetico è dell'avviso che l'anno prossimo la BNS sarà piuttosto propensa a tollerare un franco più forte e a intervenire meno attivamente sul mercato valutario. Verosimilmente l'istituto centrale manterrà inoltre i tassi negativi almeno sino alla fine del 2017, senza tuttavia abbassarli ulteriormente. Considerando che sempre più settori d'esportazione hanno riguadagnato la loro capacità competitiva a poco meno di due anni dall'abbandono della soglia di cambio minima tra euro e franco e che l'economia interna sta esprimendo una crescita esuberante, pur se con una dinamica inferiore alla media, Credit Suisse prospetta per l'anno prossimo una crescita del prodotto interno lordo dell'1,5%, come già pronosticato in precedenza.

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