
I grandi azionisti di Credit Suisse (CS) sostengono i vertici della banca su tutta la linea. All'assemblea generale, che si è tenuta oggi a Zurigo, il rapporto sulle remunerazioni è stato approvato con l'87,98% dei voti, ma molti piccoli azionisti hanno espresso la loro opposizione ai salari e ai bonus corrisposti ai manager. Alla riunione vi erano i rappresentanti di un miliardo di azioni, un record, secondo il presidente del consiglio di amministrazione (cda). Nella sala però erano presenti soprattutto piccoli azionisti che rappresentano in totale 3 milioni di titoli. La fondazione Ethos ha chiesto di respingere il rapporto sulle remunerazioni e molti piccoli azionisti hanno criticato la dirigenza della banca, ed in particolare il presidente della direzione Brady Dougan. Questi è stato ancora una volta accusato di essere un approfittatore ("Abzocker"). Aziz Syriani, presidente del comitato delle remunerazioni, è stato definito il "macchinista dei bonus". I salari dei manager non sono aumentati negli ultimi cinque anni, anzi sono diminuiti, ha assicurato il presidente del cda Urs Rohner. Ha aggiunto che il consiglio di amministrazione ha esaminato accuratamente la questione dei salari, rivolgendosi anche ad esperti del settore. Senza sorpresa il rapporto sulle remunerazioni è stato alla fine accettato dai grandi azionisti come fondi statali, assicurazioni, casse pensioni e altri investitori istituzionali di diversi paesi. La società americana di consulenza ISS, che aveva criticato Julius Bär, non ha espresso pareri sulle remunerazioni del CS. Brady Dougan riceverà quindi 7,8 milioni, e globalmente i membri della direzione generale guadagneranno 74,1 milioni. ATS
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