
Il lungo inverno ha ostacolato notevolmente l'attività edilizia nei primi tre mesi dell'anno, anche se meno del previsto. Il giro d'affari del settore principale della costruzione ha raggiunto i 3,4 miliardi di franchi, il 7% in più dello stesso periodo del 2012. In confronto al primo trimestre del 2011, caratterizzato da un clima mite, vi è stata però una flessione dell'8%, informa oggi la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC). A soffrire maggiormente delle conseguenze di una lunga stagione invernale non è però tanto il fatturato, quanto i margini già risicati delle aziende: questo perché quando fa freddo la produttività diminuisce mentre i costi rimangono invariati, spiega la SSIC, che non ha pubblicato dati disaggregati a livello regionale. Stando all'organizzazione globalmente le prospettive del settore - che a fine marzo occupava 76'400 persone, mille in meno di un anno prima e per il 54% straniere - restano intatte. "Grazie ai portafogli ordini ben forniti, soprattutto nella costruzione di alloggi, prevediamo una situazione di stabilità ad alti livelli", si legge nel comunicato. Nelle regioni di montagna, invece, la situazione è "peggiorata drammaticamente" in seguito alla sentenza del Tribunale federale dello scorso 22 maggio. Migliaia di appartamenti non potranno essere costruiti. Nell'anno in corso gli effetti del mandato costituzionale sulle case di vacanze dovrebbero rimanere contenuti grazie ai numerosi ordini in portafoglio. Il periodo di tregua a disposizione delle imprese edili per adeguarsi alla nuova situazione si è però notevolmente accorciato. "Ora sappiamo per certo che non si verificherà il boom – pronosticato da più parti – nella costruzione di residenze secondarie", conclude la SSIC. ATS
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