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BNS
Corrette al ribasso le previsioni di crescita elvetica nel 2022
© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu
La BNS prevede che quest'anno il PIL salirà del 2% al posto dei 2,5% ipotizzati tre mesi fa. Riviste invece al rialzo le previsioni sull'inflazione, che sarà del 3%.

La Banca nazionale svizzera (BNS) corregge al ribasso le sue previsioni di crescita dell'economia elvetica nel 2022: il prodotto interno lordo dovrebbe salire quest'anno di "circa il 2%", a fronte di "circa il 2,5%" ipotizzato tre mesi or sono. La crescita nel secondo trimestre, pari all’1,1%, è risultata inferiore al previsto, principalmente a causa di un andamento più debole dell'industria, spiega la banca centrale al termine dell'esame della situazione economica e monetaria, in cui ha portato il tasso guida in territorio positivo, al +0,5%.

Peggiorate le prospettive a breve termine

Secondo gli esperti della BNS le prospettive a breve termine sono peggiorate. Per contro, sul mercato del lavoro la situazione si è confermata positiva. L'ulteriore evoluzione della congiuntura sarà probabilmente influenzata dal rallentamento economico all'estero e dalla disponibilità di energia in Svizzera. L'incertezza cui è soggetta la previsione è comunque ancora elevata, mette in guardia la BNS. Una contrazione della congiuntura globale, un aggravamento della scarsità di gas in Europa e una penuria di energia elettrica in Svizzera rappresentano i rischi principali. Inoltre non è da escludere un riacuirsi della pandemia da coronavirus.

Corrette al rialzo le previsioni sull'inflazione, sarà del 3,0%

Allo stesso tempo la Banca nazionale svizzera (BNS) corregge al rialzo le sue previsioni sull'andamento dell'inflazione nella Confederazione: il rincaro dovrebbe attestarsi al +3,0% quest'anno e al +2,4% nel 2023, a fronte di rispettivamente +2,8% e +1,9% ipotizzati tre mesi or sono. Per il 2024 la stima è stata lievemente ritoccata dal +1,6% al +1,7%, emerge dalle indicazioni fornite oggi dall'istituto guidato da Thomas Jordan. 

Incide il rincaro dei beni

L'inflazione è salita al 3,5% in agosto e a breve termine rimarrà probabilmente accentuata, mettono in guardia gli esperti della BNS. Il recente incremento è riconducibile soprattutto al rincaro di beni, in particolare energetici e alimentari. La banca fa anche sapere che continuerà a seguire attentamente gli sviluppi sul mercato ipotecario e immobiliare. Sia i prestiti ipotecari che i prezzi delle case unifamiliari e degli appartamenti di proprietà sono ulteriormente cresciuti negli scorsi trimestri, mentre dagli ultimi dati disponibili si colgono segnali di un rallentamento nei prezzi degli immobili residenziali a reddito.