
La Coop ha iniziato il 2009 con un'offensiva contro le catene di negozi discount, annunciando una diminuzione dei prezzi di una moltitudine di articoli di marca. Il gigante della distribuzione mette sotto pressione anche i fornitori che, temendo per i loro margini, sono restii a seguire il movimento. Ieri Coop ha comunicato la riduzione del 12% in media del prezzo di oltre 600 prodotti di marca. Il costo dell'operazione - 100 milioni di franchi - per ora è finanziato con mezzi propri, ha spiegato il presidente della direzione Hansueli Loosli, aggiungendo che si attende tuttavia un adeguamento da parte dei fornitori. Un passo non gradito dall'associazione Promarca, che riunisce un centinaio di fabbricanti di articoli di marca. "La Coop non può attendersi che la sua strategia sui prezzi sia finanziata dai fornitori", ha dichiarato oggi all'ATS Anastasia Li, direttrice dell'organizzazione. Sussistono sì margini di manovra, ma da parte della stessa Coop, ha aggiunto. Secondo uno studio, i grossi dettaglianti elvetici spuntano margini lordi chiaramente superiori ai concorrenti europei, ha rilevato la responsabile di Promarca. Dato che la Coop è il principale canale di distribuzione in Svizzera degli articoli di marca, molti fornitori dipendono dal numero due della distribuzione e quindi possono essere messi sotto pressione. Per Anastasia Li, essi possono solo sperare in una tenuta dei loro prezzi. L'entrata sul territorio svizzero della rete tedesca di negozi discount Lidl - il cui assortimento in altri paesi si compone nella misura del 40-80% di articoli di marca - non dovrebbe cambiare molto la posizione di forza della Coop su tale terreno, secondo la direttrice di Promarca. Lidl è infatti troppo piccola per ora in Svizzera e propone solo una quantità limitata di prodotti. ATS
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