
Ancora non si sa se il contenzioso che oppone UBS al fisco americano approderà in un'aula di tribunale, oppure se sarà risolto con un accordo extragiudiziale. Oggi le parti si sono rivolte al giudice chiedendo più tempo per continuare la trattativa. "Si sta ancora negoziando", ha fatto sapere il rappresentante del fisco americano Stuart Gibson in una conferenza telefonica nel corso della quale il giudice Alan Gold avrebbe dovuto fornire informazioni sui dettagli di un'intesa già approvata dalle parti, perlomeno nelle grandi linee. Gold ha quindi deciso di temporeggiare, rinviando l'appuntamento di tre ore. La tanto attesa conferenza dovrebbe quindi tenersi alle 17.30, ora svizzera. Qualora non dovesse essere raggiunto un compromesso - nelle discussioni, assieme a UBS e alle autorità americane è coinvolto anche il governo elvetico - il processo a carico della prima banca svizzera prenderebbe avvio lunedì prossimo a Miami. Gli USA, con una causa civile, vogliono costringere UBS a rivelare i nomi di 52 mila clienti americani sospettati di delitti fiscali, ma l'istituto controbatte che non può ottemperare, dato che violerebbe le disposizioni svizzere relative al segreto bancario. ATS
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