
La contrazione del commercio estero svizzero, che si protrae già dal mese di dicembre, è proseguita anche in febbraio. Come in gennaio, sia le esportazioni sia le importazioni hanno subito un calo a due cifre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'export è sceso del 17,3% a 14,37 miliardi di franchi, mentre le importazioni si sono ridotte del 13,7%, a 13,63 miliardi. L'evoluzione negativa riguarda tutti i settori. A parità di giorni lavorativi (lo scorso anno febbraio contava 29 giorni, uno in più rispetto al 2009), il quadro è un po' meno drammatico: l'export segna una flessione del 12,8% (-11,8% in termini reali) e l'import del 9% (-1,6% in termini reali), ha indicato oggi in una nota l'Amministrazione federale delle dogane. La bilancia commerciale mensile si chiude con un'eccedenza di 731 milioni di franchi (-53,4%). Nei primi due mesi del 2009, le esportazioni sono in discesa del 14,2% a 28,93 miliardi, le importazioni del 15,5% a 26,21 miliardi di franchi. L'export è crollato in febbraio in particolare per l'inudstria metallurgica (-36,6% a 858 milioni di franchi), quella tessile (-31,2% a 127 milioni) e quella delle materie plastiche (-30,9% a 260 milioni). Risultano in flessione di oltre il 20% anche l'industria delle macchine e dell'elettronica, secondo pilastro del commercio estero elvetico, (-25,6% a 2,76 miliardi), quella cartaria e delle arti grafiche (-23,5% a 273 milioni) e quella orologiera (-22,4% a 1,03 miliardi). L'industria chimico-farmaceutica ha subito una riduzione del 10,6% a 5,61 miliardi. Più contentua la contrazione per i prodotti farmaceutici e diagnostici, voce principale del settore: -4,4% a 4,53 miliardi di franchi. Per l'abbigliamento è stato rilevato un calo del 9,2% (a 175 milioni), per i generi alimentari e il tabacco una flessione del 7,3% (a 523 milioni) e per gli strumenti di precisione una diminuzione del 6,5% (a 1,18 miliardi). Fra le varie regioni, l'UE ha assorbito lo scorso mese beni elvetici per 8,83 miliardi di franchi, una cifra in calo del 19,6% rispetto al mese corrispondente del 2008. Particolarmente marcata la contrazione delle consegne alla Germania: -23% a 2,75 miliardi. Le forniture all'Italia sono scese del 13,7% a 1,37 miliardi, quelle alla Francia del 19,8% a 1,14 miliardi. L'export verso gli USA è diminuito del 9,3% a 1,36 miliardi di franchi. In progressione dell'8,1% invece le forniture al Giappone (a 509 milioni). Lo stesso vale per le vendite alla Cina, salite del 9,5% (a 466 milioni), mentre le consegne ad altre economie asiatiche sono in discesa con tassi compresi tra il -18,8% per Hong Kong e il -34,1% per Taiwan. Le esportazioni in direzione della Federazione russa sono crollate del 54% (a 125 milioni). Quanto all'America latina, risalta la crescita registrata dal Messico: +41,8% (a 137 milioni). Per il Brasile risulta un calo del 10,9% (a 133 milioni). Fra i paesi del Medio Oriente, gli Emirati arabi uniti hanno fatto segnare un +7,8% (a 202 milioni). ATS
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