
Durante lo scorso mese di luglio il commercio estero ha continuato la sua corsa discendente per effetto della crisi economica. Le esportazioni sono diminuite del 16% a 16,274 miliardi di franchi. Una svolta non è ancora in vista, indica un comunicato odierno dell'Amministrazione federale delle dogane. Tutti i settori d'esportazione sono stati confrontati a un calo. Le flessioni maggiori sono state registrate dall'industria metallurgica (-34,9%), delle macchine e dell'elettronica (-27,6%), tessile (-26,6%), orologiera (-25,9%) e delle materie plastiche (-25,4%). Male anche l'industria della carta e delle arti grafiche (-22,2%) e dell'abbigliamento (-17,1%). Le esportazioni sono diminuite verso tutti i continenti, eccetto l'America Latina (+8,2%). In flessione soprattutto il commercio con l'Unione europea (-20,3%), mentre per gli Stati Uniti il calo è un po' minore (-11,7%). Per il Giappone risulta invece una progressione del 10%, per la Cina un +0,3%. Anche le importazioni sono regredite nel mese di luglio, del 18,3% a 13,927 miliardi di franchi. I prezzi all'entrata sono diminuiti del 5%. Ciò si spiega principalmente con la forte riduzione dei prezzi dei prodotti energetici. Ad eccezione delle Americhe (Nord +3,8%, Sud +18,1%), le importazioni sono diminuite per tutti i continenti. Quelle dall'Unione europea sono scese del 18,5%, quelle dall'Africa sono più che dimezzate (-55,7%), in particolare quelle dalla Libia (-72,4%). Al contempo anche le esportazioni verso il paese nordafricano sono crollate (-68,5%). Il surplus della bilancia commerciale è rimasto praticamente al medesimo livello dell'anno scorso, con un'eccedenza di 2,347 miliardi di franchi, la seconda più elevata dell'anno. Per quanto riguarda i primi sette mesi del 2009, le esportazioni sono calate del 15,6% a 105,2 miliardi di franchi, le importazioni del 16,4% a 93,9 miliardi. Gli scambi con l'Unione europea, primo partner commerciale della Svizzera, sono diminuiti in entrambe le direzioni di oltre il 18%. I prezzi hanno segnato un'evoluzione inversa: mentre i beni elvetici sono rincarati dell'1,3%, quelli esteri si sono ridotti del 6,2%. . ATS
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