
Nonostante il rallentamento dell'economia svizzera il commercio al dettaglio continua a tirare, complice il buon andamento del comparto alimentare. In gennaio le vendite sono infatti aumentate dell'1,9% rispetto allo stesso mese del 2008, una progressione che scende all'1,2% al netto dell'inflazione, ha comunicato l'Ufficio federale di statistica. I tre principali gruppi di merci hanno registrato un'evoluzione eterogenea. Il segmento«alimentari, bevande, tabacco e articoli per i fumatori» ha mostrato una crescita nominale del 6,7% (tutti i dati a parità di giorni di vendita), mentre i due altri comparti - «abbigliamento, calzature» e «altri gruppi» presentano una contrazione rispettivamente dello 0,1 e dello 0,9%. Rispetto al gennaio 2008 l'incremento più forte è stato realizzato dagli «alimentari» (+8,1%). Seguono le voci «cucina, economia domestica» (+4,9%) e «salute, cure del corpo, cosmetici» (+4,8%). La categoria «effetti personali», invece, ha evidenziato il calo più sensibile (-9,0%), seguito dalle voci «cultura» (-6,3%) ed «elettronica per il tempo libero e l'ufficio» (-4,9%). A livello di rami economici, a segnare il risultato migliore è stato il settore «commercio al dettaglio in esercizi non specializzati» con una crescita pari al 7,1%. Seguono il «commercio al dettaglio di prodotti farmaceutici, medicali e di cosmetici» (+6,2%) e il «commercio al dettaglio in esercizi specializzati (prodotti alimentari, bevande e tabacco)» (+2,2%). La diminuzione più marcata è stata registrata invece nel «commercio al dettaglio al di fuori dei negozi» (-6,3%), seguito dall'«altro commercio al dettaglio in esercizi specializzati» (-2,9%) e dal «commercio al dettaglio di oggetti di antiquariato e articoli di seconda mano» (-0,5%). I buoni affari di gennaio sono stati però soprattutto appannaggio dei grandi dettaglianti: soltanto le grandi imprese (oltre 45 dipendenti a tempo pieno) hanno infatti conosciuto una crescita del fatturato (+5,2). Le medie (da 15 a 45 addetti) e piccole aziende (meno di 15 persone) hanno subito per contro una contrazione rispettivamente del 3,7% e 3,9%. ATS
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