
La Commissione della concorrenza (Comco) ha aperto un'inchiesta contro i produttori e gli importatori di profumi e cosmetici. Il ramo è accusato di scambio di informazioni sensibili sui prezzi, sul volume d'affari, sui costi pubblicitari e sulle condizioni generali al fine di adattare il loro comportamento sul mercato. Tale coordinazione ha intralciato notevolmente la concorrenza, rileva l'autorità di sorveglianza in una nota odierna. Lo scambio di dati, ritenuto dalla Comco contrario alla Legge federale sui cartelli, è stato proibito con decisione del 31 ottobre. Le imprese non saranno multate perché tale comportamento non rientra nella categoria degli accordi direttamente punibili, ma l'organo di vigilanza ha vietato all'Associazione dei fabbricanti, importatori e fornitori di prodotti cosmetici e di profumeria (ASCOPA) e ai suoi membri di informarsi reciprocamente su aspetti sensibili. Una sanzione indiretta contro le società prese di mira resta di fatto pendente, se dovessero contravvenire alla decisione delle autorità della concorrenza, spiega la Comco. L'indagine è stata aperta grazie a un'autodenuncia. Tra le parti coinvolte si trovano le filiali svizzere dei maggiori distributori e produttori del settore cosmetici di lusso e più in particolare Beauté Prestige, Bergerat, Bulgari Parfums, Chanel, Clarins, Coty, Deurocos Cosmetic, Doyat Diffusion, Elizabeth Arden, Estée Lauder, Kanebo Cosmetics, La Prarie Group/Juvena, Laboratoires Biologiques Arval, L'Oréal Produits de Luxe, Parfums Christian Dior, Parfums de Luxe Ltd, Parlux Diffusion, PC Parfums Cosmétiques, P&G Prestige Products, Puig, Richemont, Sisley, Star Cos, Tanner, Tschanz Distribution, Wodma 41, YSL Beauté. ATS
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