
Nick Clegg e David Cameron separati in casa e Partito laburista scatenato contro il primo ministro. In sintesi: per la politica britannica è una domenica bestiale. A tenere banco è ancora lo schiaffo di Cameron all'Europa. "Sono amaramente deluso", ha detto il leader dei Liberal-Democratici alle telecamere dell'Andrew Marr Show della BBC - una sorta di "In Mezz'ora" in salsa britannica. Usare il veto per Clegg è stata una "cattiva decisione" e ora il Regno Unito rischia di rimanere "isolato e marginalizzato". E, secondo una fonte vicina al vice premier citata dall'"Independent", Clegg sarebbe addirittura furioso per come Cameron ha "giocato male" la partita a Bruxelles. "Non credo questa sia una buona decisione per i posti di lavoro, alla City o altrove, o la crescita e le famiglie ai quattro lati del paese. E ho fatto presente al primo ministro che per me sarebbe stato impossibile dare il benvenuto a questa mossa". Una Londra fuori dall'Europa, argomenta Clegg, sarebbe d'altra parte considerata "irrilevante da Washington e un pigmeo nel mondo". Ecco allora perché, ha assicurato, farà ora "tutto il possibile" per far sì che questa "battuta d'arresto" non diventi una "divisione permanente". Quindi, tanto per essere chiari, ha specificato che questo non è il momento d'indire in "un referendum sull'Unione europea" ma anzi di "riannodare i fili". Secondo un sondaggio condotto su un campione di 1'020 persone e pubblicato oggi dal "Mail On Sunday", il 48% dei britannici ritiene che sia il caso di uscire dall'Unione europea e oltre il 60% crede che David Cameron abbia fatto bene a usare il suo potere di veto. Il 66% vorrebbe un referendum sulla partecipazione della Gran Bretagna all'Europa. La stessa percentuale di britannici crede che sia arrivato il momento di rinegoziare i legami con l'UE. Da parte sua Ed Miliband, leader del Partito laburista, si è detto "d'accordo con Nick Clegg: usare il veto è stata una cattiva decisione per il paese". "David Cameron - ha proseguito parlando alla BBC - ha gestito male i negoziati. E il motivo non era per proteggere la City, ma per ragioni di partito: l'ala euroscettica dei Tory ha di fatto preso il sopravvento". ATS
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