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Economia
Clariant ritorno nelle cifre rosse
Redazione
18 anni fa

Clariant precipita nuovamente nelle cifre rosse: il gruppo chimico basilese, che nel 2007 aveva conseguito un piccolo utile di 5 milioni di franchi, ha annunciato oggi di aver archiviato l'esercizio 2008 con una perdita di 37 milioni, dovuta in particolare ad ammortamenti per 180 milioni nel settore dei prodotti destinati all'industria del cuoio e dei tessili. Clariant ha accusato una forte contrazione degli ordini nel quarto trimestre dell'anno e il fatturato ha subito una flessione del 5% a 8,1 miliardi di franchi. Il cash flow operativo è sceso dai 540 milioni del 2007 a 391 milioni. Hariolf Kottmann, presidente della direzione, ha spiegato in una conferenza telefonica che Clariant - 20 mila dipendenti - dovrà dimagrire e ridurre i costi. Il gruppo, lo scorso 27 gennaio, aveva già prospettato la cancellazione entro la fine dell'anno di mille posti di lavoro, di cui 150 in Svizzera, che andranno ad aggiungersi ai 2'200 tagli di organico annunciati per gli anni 2006-2008. La ristrutturazione comporterà costi calcolati in 200-300 milioni di franchi. I licenziamenti non sono stati decisi a cuor leggero, ma Clariant - se vuole assicurare la propria esistenza e indipendenza - non ha alternative, ha detto Kottmann. Il CEO ha categoricamente escluso la cessione a terzi di segmenti aziendali, mentre ha definito possibile l'acquisizione di nuove imprese: "la crisi finanziaria provocherà altre vittime. Vogliamo sfruttare questa occasione". Il sindacato Unia, in un comunicato, si è detto deluso dell'annuncio odierno, sottolineando come l'azienda continui a rifiutare soluzioni più morbide, quale l'estensione del lavoro parziale. Se la congiuntura dovesse mantenersi sfavorevole, i posti di lavoro soppressi entro la fine del 2009 potrebbero addirittura salire a 1350, secondo quanto ha dichiarato lo stesso Kottmann all'agenzia Reuters: "le misure fin qui decise come il lavoro ridotto e il prolungamento delle vacanze non sono sufficienti". ATS

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